(© Ti-Press / Gabriele Putzu)

Campo Marzio, nulla di fatto

Nessuna aggiudicazione per il futuro Polo turistico e congressuale - Il Municipio di Lugano chiude il concorso e valuta l'incarico diretto

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Il Polo turistico e congressuale del Campo Marzio nord, dopo dieci anni di procedura di concorso, è ancora orfano di progetti. "Poiché nessuna delle proposte inoltrate rispetta le condizioni del bando di concorso, non è possibile aggiudicare", rende noto giovedì il Municipio di Lugano, che ha ratificato il rapporto finale della giuria architettonica e del collegio di esperti incaricati di valutare le proposte dei due concorrenti che hanno concretizzato le offerte: Implenia e Gruppo Halter & Swisscanto.

A questo punto, la Città "si riserva di selezionare e scegliere il partner privato investitore adottando una procedura di incarico diretto, preferibilmente con uno dei concorrenti". Ma per farlo sarà necessario correggere il tiro rispetto a quelle che erano le premesse. ""Non è un fallimento, è un rischio che si corre quando ci sono dei concorsi. È un limite del nostro sistema democratico", ha precisato il futuro sindaco Michele Foletti.

Nell’area attorno al Padiglione Conza, la Città vuole realizzare un nuovo Polo turistico e congressuale nella forma di un partneriato pubblico-privato. Nell'idea iniziale si parlava di un'ampia struttura congressuale adattabile anche a scopi fieristici, ma anche un albergo e un autosilo. Più recentemente era stata introdotta anche la possibilità di costruire una struttura residenziale che occupasse al massimo il 35% della superficie utile lorda.

"Dalle offerte preliminari e dalle proposte sviluppate nelle fasi intermedie sembrava plausibile un accordo per cui, in cambio della messa a disposizione del terreno, il partner privato consegnasse alla Città i contenuti pubblici", precisa il Municipio di Lugano. "La consegna finale ha invece mostrato che tale traguardo è attuabile solo snaturando la finalità del comparto con eccessivi contenuti residenziali, riducendo la qualità degli spazi pubblici e mettendo a disposizione il terreno nella forma della proprietà e non del diritto di superficie".

Negli approfondimenti che seguiranno, dunque, "la Città rivaluterà tutti gli elementi emersi" per ricalibrare il progetto anche alla luce "delle mutate prospettive del mercato".

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eb/CSI
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