Circolazione, polemica implacabile

Aumenti salati dell'imposta 2017, tante le prese di posizione contrarie. Un nuovo modello nel 2018

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La polemica sull’aumento delle imposte di circolazione del 2017, causato dall’eliminazione dei bonus (ecoincentivi), torna al centro dell’attenzione dei media cantonali (vedi correlati). Le associazioni di categoria e la politica non sembrano infatti digerire l’impennata dei balzelli, che sono tra i più elevati della Confederazione. L’aumento tocca 135'000 automobili, è in media del 7.9% e il maggior introito per le casse cantonali ammonta a oltre 136 milioni di franchi, un toccasana anche in vista del pareggio di bilancio inseguito per fine legislatura.

 

Il Touring club svizzero (TCS) già in gennaio si era espresso negativamente sulla cancellazione degli sconti per le vetture che emettono meno CO2, dichiarando che seppur il sistema risulti interessante, “non è possibile acquistare una vettura contando sul fatto che questa sarà tassata in un certo modo, visti i vantaggi ambientali, e poi ritrovarsi ogni uno/due anni con un aumento inatteso”. TCS che con accento polemico ha pure deciso di non far più parte della commissione tecnica incaricata di rivedere il sistema di calcolo attuale. Sulla stessa linea anche il Fronte Automobilisti Ticino, che a un reclamo ufficiale a Camorino potrebbe far seguire un ricorso.

Da parte sua l’UDC, oltre a contestare l’aumento e chiedere con una petizione un ritorno alla situazione del 2016, vorrebbe che la questione passasse di competenza dal Governo al Parlamento, così da rendere referendabili gli aumenti. Sottolinea pure come le eccedenze accumulate in passato (malus maggiori dei bonus) andavano accantonati per il futuro, quando la tendenza si sarebbe invertita come sta capitando.

Norman Gobbi, direttore del Dipartimento Istituzioni a capo della Sezione della circolazione, però non ci sta e, dalle pagine del Corriere del Ticino, si difende. “Non si tratta di un aumento, solo della cancellazione degli sconti per mantenere neutrale finanziariamente il sistema bonus/malus, come deciso dal Gran Consiglio nel 2013. Ora siamo sotto e dobbiamo intervenire”. Il ministro spiega inoltre che è allo studio un nuovo metodo di calcolo per il 2018 che sostituirà l’attuale sistema, semplificandolo. Con una promessa importante: “I ticinesi non pagheranno di più”.

Non perdere la puntata di Patti Chiari di venerdì 24 febbraio, che tornerà sul tema (per saperne di più clicca qui).

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