Ogni singolo frontaliero era controllato con attenzione mercoledì mattina alla frontiera (Rescue Media)

Code bibliche alle frontiere

I controlli su entrambi i lati del confine che sono diventati ben più severi della norma hanno paralizzato la viabilità. Traffico più fluido nel Mendrisiotto

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Colonne lunghe diversi chilometri si sono estese fin dall’alba di oggi, mercoledì, ai valichi tra Italia e Ticino, costringendo i lavoratori frontalieri ad attese estenuanti. In verità già martedì sera, con i controlli alle frontiere diventati più severi alla luce dell'emergenza coronavirus, si erano avute le prime avvisaglie di una situazione che è “esplosa” questa mattina.

Alle dogane di Varesotto, Comasco e Verbano-Cusio-Ossola tra le 5.30 e le 7.30 si sono formate code non indifferenti, che nel caso di Ponte Tresa raggiungevano l’inizio della discesa che porta alla località di confine, dalle parti di Marchirolo, come precisa la Prealpina online.

 

Nelle altre dogane la musica era la stessa dato che i controlli erano effettuati anche in territorio italiano, dove si chiedeva ad ogni automobilista in entrata l’autocertificazione sulla salute che permette di spostarsi, come pure il permesso di lavoro elvetico. La scrematura delle forze dell'ordine e l'anticipazione da parte dei frontalieri dei tempi di attraversamento della frontiera hanno fatto sì che il traffico nel Mendrisiotto fosse più fluido del solito.

Lunghe code in dogana

Lunghe code in dogana

TG 20 di mercoledì 11.03.2020

 
EnCa
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