Dal Merlot… all’Aglianico

I viticoltori ticinesi si interrogano sul loro futuro e quello delle loro colture, alla luce soprattutto dei cambiamenti climatici in corso

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Il clima sta cambiando, stravolgendo stagioni e obbligando soprattutto chi opera a stretto contatto con la natura a rivedere abitudini e modi di lavorare. Una questione di stretta attualità, sulla quale si sono chinati venerdì anche i viticoltori ticinesi, riuniti a Bodio.

CSI delle 18.00 del 16 novembre 2018; il servizio di Darco De Grussa
CSI delle 18.00 del 16 novembre 2018; il servizio di Darco De Grussa
 

“Constatiamo vendemmie sempre più precoci a causa soprattutto di estati sempre più calde”, è stato ricordato. Questa situazione impone una riflessione profonda sui metodi di produzione adottati fino ad oggi nell'intera Svizzera italiana.

Scegliere vitigni più ideali per il clima che si presenterà nei prossimi anni è importante, è stato sottolineato. Certo, il Merlot non sembra essere minacciato, ma altre varietà tipiche di aree più calde del Mediterraneo, come l'Aglianico, potrebbero trovare il loro giusto habitat in Ticino.

Quot/CSI/bin

Quando il clima cambia il lavoro

Quando il clima cambia il lavoro

Il Quotidiano di venerdì 16.11.2018

 
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