Immagine d'archivio (©Tipress)

Ex funzionario DSS, obbiettivo audit esterno

Dovrà chiarire eventuali responsabilità dei dirigenti all'epoca dei fatti e potrebbe avere "qualche competenza in più"

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Non una Commissione parlamentare d’inchiesta, ma un audit esterno con qualche competenza in più. È la proposta verso la quale si sta orientando la Sottocommissione finanze (cui spetta l’alta vigilanza) nel delicato caso dell'ex funzionario del Dipartimento sanità e socialità ticinese condannato per coazione sessuale e stupro. Dovrà chiarire eventuali responsabilità dei funzionari dirigenti all'epoca degli abusi commessi dall'uomo.

In pratica la soluzione proposta è una via di mezzo tra le due proposte fin qui sul tavolo, una Commissione parlamentare d'inchiesta ha il potere d'indagare come ad esempio un magistrato, mentre chi fa un audit no. In questo senso si vorrebbe dare agli specialisti esterni qualche potere in più, come ha preannunciato Michele Guerra, coordinatore della Sottocommissione, alla RSI.

“Saremo noi a livello di mandato che andremo a valutare quali armi fornire per fare questa analisi – dichiara Guerra – Nelle prossime due settimane il tema verrà analizzato da tutta la Commissione e a quel punto saranno tutti i commissari a decidere cosa fare e quali armi dare”.

Le vittime che hanno rotto il silenzio

A Falò le testimonianze di chi denunciò l'ex-funzionario dello Stato condannato per coazione sessuale e violenza carnale:

Rompere il silenzio

Rompere il silenzio

di Anna Bernasconi e Marco Tagliabue

 
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