Il Consigliere di Stato Raffaele De Rosa (©Tipress)

Forse dall'arancione al rosso

Intervista a Raffaele De Rosa, che commenta le ultime decisioni del Consiglio federale per lottare contro la diffusione del coronavirus

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

“Da parte nostra stiamo valutando attraverso la nuova campagna di sensibilizzazione, che punta molto sulla responsabilità individuale e sul buon comportamento del singolo, anche l’eventuale passaggio dal colore arancione al colore rosso proprio per segnalare il grado di attenzione massimo che va dato in questo momento”. Sono parole del Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, che la RSI ha intervistato per sapere quali sono i piani cantonali per far fronte all’improvvisa impennata dei contagi da coronavirus in Svizzera.

“Il Consiglio di Stato segue da vicino la situazione, discute regolarmente sia della situazione che delle misure che sono state adottate e di quelle che si potrebbero adottare. – ha inoltre sottolineato il responsabile del DSS – In questo senso già venerdì scorso avevamo esteso l’obbligo anche ai luoghi chiusi accessibili al pubblico. Durante il week end è arrivata la decisione del Consiglio federale, che introduce anche ulteriori misure.

È la prima volta che la Confederazione mette un paletto in più rispetto al Ticino e ci riferiamo in particolare alle 15 persone come numero massimo per gli assembramenti all’aperto. Vuol dire che Berna ha messo quella marcia che non aveva inserito a marzo quando era il solo il sud delle Alpi a vivere una vera crisi sanitaria? “È così. La crisi sanitaria ha impattato fortemente il nostro cantone soprattutto all’inizio. Dopo le misure che sono state messe in campo e un’estate fortunatamente relativamente tranquilla la pandemia ha toccato soprattutto la Romandia e la Svizzera tedesca. In questo senso il Consiglio federale è corso ai ripari con questi provvedimenti che reputiamo condivisibili”.

Condividi