Per ora... tutto chiuso (tipress)

I problemi di piscine e palestre

I centri di wellness e fitness rimangono ancora chiusi e la futura riapertura non farà svanire in un attimo gli inghippi

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Gli allentamenti decisi mercoledì dalla Confederazione in vista del 1° marzo non permetteranno ancora agli adulti di fare qualche bracciata in vasca o di allenarsi nelle palestre. Quello del fitness e wellness è uno dei settori che sta pagando più di tutti le ripercussioni della pandemia. Anche quando le porte riapriranno, però, i problemi non svaniranno nel nulla: "Se bar e ristoranti avranno subito della liquidità di cassa, noi avremo invece un incremento dei costi, perché dovremo anche restituire agli abbonati i mesi non usati durante la chiusura", spiega Simone Cafarella, proprietario del Gym Club di Lugano.

La decisione di tenere ancora chiusi questi centri, arriva in più nel momento di alta stagione, quando si sottoscrivono gli abbonamenti: "Le nuove sottoscrizioni - spiega lo stesso Cafarella - si scontreranno con il timore di chiudere nuovamente. Inoltre perderemo alcuni storici clienti, che nel frattempo si sono attrezzati a casa".

Le speranze sono ora risposte nel 22 marzo, anche se servirà del tempo per tornare a pieno regime, ammette il direttore operativo del centro balneare regionale di Locarno Christophe Pellandini: "Abbiamo svuotato le piscine. Ci servirà una decina di giorni per ripristinare lo status d'apertura normale e far funzionare tutto. Penso che torneremo ai soliti ritmi in un mese".

Secondo Anna Celio, direttrice dello Splash&SPA, che ospita questi due mondi sotto lo stesso tetto, è fondamentale che i due settori riaprano contemporaneamente: "A maggio abbiamo riaperto solo il fitness e un mese dopo le piscine. Le persone arrivavano ma non potevano fare tutto. Questo non aiuta i clienti a venire".

FD/CSI
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