IPUS, chiesti 3 anni e 10 mesi

Mercoledì mattina in aula a Lugano la requisitoria della procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti. "Comportamenti gravi"

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Tre anni e 10 mesi per il 63enne ex direttore della IPUS e 3 anni per la sua ex compagna, 48enne, segretaria dell’istituto. È la pena richiesta mercoledì dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti nei confronti dei due ex titolari dell’istituto privato di Chiasso, alla sbarra alle Assise Criminali di Lugano. Per entrambi inoltre l’accusa ha chiesto l’espulsione dalla Svizzera.

"Anziché in un sogno gli studenti si sono ritrovati in un incubo", ha affermato la procuratrice nella sua requisitoria. I reati di cui i due imputati sono accusati vanno dalla ripetuta truffa aggravata alla ripetuta amministrazione infedele qualificata. I due ex responsabili della IPUS sono infatti accusati di aver raggirato centinaia di ragazzi utilizzando le loro rette per scopi personali (per un riassunto della vicenda ascolta l'audio sotto).

La procuratrice pubblica Raffealla Rigamonti ha quindi ripercorso in aula la vicenda giudiziaria che ha portato all'arresto dei due imputati, nel dicembre del 2017. Dalla prima denuncia, nell’aprile del 2016, passando per il fallimento della IPUS, fino ad arrivare a Disentis, dove hanno dato il via all’esperienza Unipolisi.

Dopo IPUS a Chiasso, Unipolisi a Disentis
Dopo IPUS a Chiasso, Unipolisi a Disentis (Tipress)

"Quando al Ministero pubblico è arrivata la prima denuncia - ha aggiunto - mai ci si sarebbe aspettato comportamenti così gravi, comportamenti per i quali gli imputati non si sono assunti alcuna responsabilità.”

IPUS e Unipolisi - ha rincarato Rigamonti - “sono state saccheggiate dai due imputati, gestite in modo irregolare, al solo scopo di ottenere un profitto personale”. Per l’accusa il milione di franchi sottratto dalle casse degli istituti è stato utilizzato in particolare per saldare i debiti del sessantenne ex direttore della scuola e il denaro in parte è stato versato su società a lui riconducibili. Quel che è certo è che “i soldi degli studenti non sono stati utilizzati per gli istituti”.

Nel pomeriggio prenderà la parola la difesa.

CSI/dielle
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