Facilitato l'accesso alla canapa medica (keystone)

Il business della canapa non è per tutti

Da lunedì, in Svizzera, sarà più facile la prescrizione a fini medici, ma per i coltivatori ticinesi il settore non pare conveniente

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A partire da lunedì, in Svizzera, sarà più facile la prescrizione di canapa a fini medici. Quali le opportunità economiche date da questa modifica di legge, che permetterà anche l'export di questi prodotti? La RSI ha cercato di capire se in Ticino c'è già qualcuno interessato.

La nuova legge è destinata a rimuovere diverse barriere che oggi limitano la prescrizione di canapa per uso medico. E questo, se si considera anche la possibilità di esportare il prodotto, potrebbe dare un nuovo impulso alle coltivazioni. E c'è chi teme che in Ticino si torni ai tempi - ci riferiamo al periodo in cui proliferavano i canapai - in cui ampie zone del Piano di Magadino erano coltivate a canapa, con tanto di guardie private armate che proteggevano il raccolto. Andrea Zanini, presidente dell'Associazione Orticoltori Ticinesi, è convinto che qualche suo collega guarderà di certo a questa nicchia di mercato, ma è anche piuttosto scettico sul suo potenziale.

"Non è neanche così facile. Qualcuno si è già cimentato... Che poi i nostri associati integrino nelle loro colture anche la canapa, perché dal punto di vista del reddito interessante, può anche essere. Da noi non è vista di buon occhio la cosa, però può anche essere che ci sarà anche una certa sorta di regolamentazione su cosa ha la priorità di essere coltivato e cosa meno", dice Zanini.

È un periodo di grande instabilità internazionale, caratterizzato da incertezze economiche ed energetiche. E anche gli agricoltori devono tenerne conto.

"È chiaro che io, quale presidente dei produttori di verdure, rappresento gli interessi della produzione di verdure. Per noi la canapa non è una derrata alimentare".

Ma cosa ne pensa chi già oggi in Ticino coltiva canapa? Pablo De Gottardi è fondatore della Slow Farm di Minusio, che commercia e produce prodotti legati alla canapa light: spiega che passare dalla canapa light alla canapa per uso medico non è facile, non è immediato e probabilmente non è neppure economicamente così conveniente.

"Parlando di produzione medica si parla di una cosa completamente diverso da quello che facciamo attualmente. Ci sono standard di produzione diversi. Il vero problema però avviene dopo, nella parte successiva, cioè nella fase di essiccazione e poi di lavorazione del prodotto", spiega De Gottardi.

Anche perché l'intero processo per produrre e commercializzare farmaci a base di canapa deve sottostare ai controlli molto accurati di Swissmedic.

"Dovremo eventualmente fare la parte di coltivazione di produzione, ma poi dovremo passare il nostro prodotto a qualcuno che abbia questi standard più alti che concretamente avrebbe in mano la fetta più grande della torta".

Improbabile, dunque, secondo De Gottardi, che sul Piano di Magadino si tornino a vedere scene già viste in passato. "Io credo di no e se dovesse avvenire avverrebbe comunque entro i parametri delineati dalla legge. Quindi non ci sarebbero problemi come non c'erano una volta".

SEIDISERA/John Robbiani /M. Ang.
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