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Il preventivo convince i più

La maggioranza del Gran Consiglio a favore dei conti 2020 che presentano un avanzo di 4 milioni - Critiche soprattutto dall’area rosso-verde: "Con gli sgravi si svuotano le casse"

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"Dopo una serie di anni positivi per le casse cantonali, il futuro si preannuncia incerto e le prospettive in ambito economico preoccupano. Aumentare le spese per lo Stato è facile, tagliarle lo è molto meno". È senza nascondere qualche timore che il direttore del Dipartimento finanze ed economia (DFE) Christian Vitta martedì sera ha chiuso la discussione principale sul preventivo 2020 del canton Ticino, chiedendo al Parlamento di accettare i conti allestiti dal Governo per il prossimo anno.

Conti in avanzo per 4 milioni di franchi che, come emerso martedì sera, convincono i più. Le conclusioni del rapporto di maggioranza favorevole sono state condivise da 38 deputati (PLR, Lega e PPD). I contrari sono stati 23 (sinistra e verdi) e 4 gli astenuti (UDC). Al momento del voto, arrivato dopo otto ore di dibattito, erano presenti 65 granconsiglieri su 90.

 

La discussione non è però finita. Domani, mercoledì, si riprenderà con l'esame dei 15 emendamenti (per un totale di diversi milioni di franchi) a quanto previsto dal Consiglio di Stato che prevede di raggiungere un sostanziale pareggio mantenendo tra gli incassi la tassa di collegamento, sempre ferma davanti al Tribunale federale.

Nella discussione sull’entrata in materia non sono mancate le critiche, da quelle previste provenienti da sinistra, ma anche dagli stessi partiti che hanno approvato la strategia finanziaria del Governo.

Per la Lega Boris Bignasca ha criticato la mancanza di sforzi per il contenimento della spesa, nonostante le finanze sane. Secondo il deputato leghista possibilità in questo senso sono possibili ad esempio nell’amministrazione, che ha quindi chiesto che vengano formulate proposte di risparmio nei singoli dipartimenti nel preventivo del prossimo anno.

Maurizio Agustoni, per il PPD, ha messo l'accento sulla necessità impellente, a fronte degli sgravi alla aziende, di ridurre la pressione fiscale anche per le persone fisiche, "per ridurre l'impatto dei premi di cassa malati".

Per il PLR la capogruppo Alessandra Gianella ha sottolineato il terzo preventivo positivo consecutivo e la stabilità che ne consegue. "Non per questo dobbiamo sottovalutare le sfide e le incertezze del futuro, cercando di garantire attenzione e rispetto a chi fa produce ricchezza e finanzia così lo stato sociale".

Di parere opposto la socialista Anna Biscossa, relatrice del rapporto di minoranza, che ha accusato lo Stato di mancare al suo compito e alla sua responsabilità nella ridistribuzione della ricchezza, in particolare "con tagli fiscali lineari, mentre servirebbero risorse per rispondere alle necessità di un paese che sta sempre peggio".

Una posizione simile a quella espressa dai Verdi, con Nicola Schönenberger che ha definito l’ultima riforma fiscale approvata "completamente incentrata sulla concorrenza fiscale fratricida e tutta a favore della ricchezza. Una riforma insostenibile dal punto di vista sociale e ambientale".

Sergio Morisoli dell’UDC avrebbe invece voluto che venissero introdotte prima le misure fiscali contestate da sinistra: "Oggi staremmo meglio". Si è pure dichiarato non contrario a maggiori spese, "ma bisogna scegliere come spendere".

Per il movimento per il socialismo infine Angelica Lepori ha spiegato la bocciatura dei conti da parte del proprio partito in quanto si tratta di "un preventivo che non offre nessuna prospettiva concreta a chi vive e lavora in questo cantone".

 

Diem/CSI/dielle
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