Charlie ha 15 anni e verso la fine delle scuole medie ha ricevuto una diagnosi di dislessia. Lo incontriamo nello studio di Pregassona di Paola Cichellero, tutor dell’apprendimento esperta e vice presidente dell’Associazione svizzera tutor dell’apprendimento (ASTA). Il sogno di Charlie è diventare disegnatore o ingegnere civile e, per permettergli di affrontare gli studi senza problemi, la sua famiglia ha deciso di farlo accompagnare da un tutor specializzato. “Mi sono trovato molto bene”, spiega il giovane, “ho iniziato a venire una volta ogni due settimane e ha funzionato. Ho imparato a studiare, ho imparato a fare mappe mentali, a orientarmi o organizzarmi di più in quello che faccio”.
Il tutor dell’apprendimento non dà ripetizioni
“I tutor dell’apprendimento sono specialisti dell’apprendimento e - a seconda delle formazioni che hanno seguito - si specializzano in neurodivergenze. Quindi DSA, ADHD, plusdotazione, che comunemente sono noti come dislessici, disgrafici, discalculici o ragazzi che hanno deficit dell’attenzione”, spiega Paola Cichellero. “Il lavoro che fa il tutor è costruire delle strategie per poter accedere ai contenuti che vengono trattati a scuola, partendo dalle caratteristiche individuali di ogni singolo utente. Questo è importantissimo: si concentra non sul “cosa viene insegnato”, ma sul “come”. Evidentemente, il tutor deve conoscere a fondo i programmi scolastici, ma si focalizza “su come far accedere il ragazzo a questi contenuti, quindi creando delle strategie individualizzate per portare l’utente al maggior grado di autonomia possibile rispetto al proprio profilo”. “Il tutor dell’apprendimento non fa ripetizioni”, precisa Cichellero, “questo è un concetto che a volte è difficile far capire agli utenti e alle famiglie”.
L’importanza di certificare la qualità
Il tutor dell’apprendimento è una figura professionale relativamente recente rispetto al panorama europeo: in Ticino questi professionisti hanno iniziato ad operare nel 2011 e oggi sono parte integrante della rete di supporto dedicata al benessere dei ragazzi. Dieci anni dopo è partito il primo corso di formazione specifico e approvato dal Cantone. “Nel 2022 nasce ASTA, l’Associazione svizzera dei tutor dell’apprendimento, che ha tra i propri obiettivi quello di far conoscere la figura del tutor dell’apprendimento alle famiglie, agli utenti e di chiarire la differenza tra questa professione e un tutor generico, un coach, altre figure della rete. E poi, soprattutto, quello di tutelare le famiglie rispetto alla qualità del lavoro che viene fatto”.

Nella tabella realizzata dall'Associazione ASTA sono riassunte le differenze sostanziali tra le figure che concorrono al benessere dell’individuo.
“Quello che ASTA vuole garantire in questo momento è la qualità delle formazioni e del lavoro dei tutor, perché questa è la condizione prima per poter poi interagire con le figure istituzionali e poter eventualmente chiedere una copertura”
Paola Cichellero, vice presidente Associazione svizzera tutor dell’apprendimento (ASTA)
La prima analisi sistematica del ricorso a Tutor specializzati in DSA/ADHD è stata inserita in un recente studio della SUPSI, che ha esaminato il fenomeno delle lezioni private in Canton Ticino e ha evidenziato che la figura del tutor dell’apprendimento risponde a un bisogno per le famiglie e gli utenti. Un servizio che, per ora, le famiglie devono però pagare di tasca propria. Chantal Norton, la madre di Charlie, ha ponderato questa spesa e ha fatto le sue riflessioni: “Non possiamo permetterci che questa offerta sia limitata da una discriminazione economica. Insomma, se lo strumento è importante, tutte le famiglie dovrebbero potervi avere accesso”.
I tutor e la scuola
Una figura, quella del tutor dell’apprendimento, che la scuola ha analizzato e con la quale ha creato collaborazioni. Tuttavia, non è una prestazione interna al Dipartimento dell’educazione, cultura e sport (DECS). Potrebbe diventarlo? “Non abbiamo una base legale per riconoscerla, pur riconoscendo la bontà del lavoro che fanno”, precisa il capo sezione della pedagogia speciale, Mattia Mengoni. “Va anche detto che una parte di questo lavoro è comunque esercitata all’interno dei nostri servizi, penso soprattutto al sostegno pedagogico. Ciò non esclude che quando avremo anche più materiale sul quale chinarci potremo valutare, una riflessione potrà essere fatta”.
“So come studiare”
Nello studio di Paola Chichellero ritroviamo Charlie: su indicazione della tutor, con un pennarello, sulla lavagna bianca, compila la sua checklist personalizzata, lo strumento che gli permette di “funzionare” nei suoi studi. Ormai la conosce a memoria. Ma per comporla, per cucire su misura per Charlie un metodo di studio mirato, a Paola sono serviti lunghi mesi di osservazione e un bagaglio di competenze costruito in oltre un decennio di lavoro sul campo. “Per fortuna che sono arrivato, perché Paola mi ha preparato su alcune cose che erano impeccabili”, osserva riconoscente Charlie. “Non sarei mai riuscito a farle senza. Ora so come studiare, cosa che prima non avevo idea di come fare. Mi sentivo sempre perso. Ora sono molto organizzato e ordinato”, conclude.








