Frank Bally (@hopitalduvalais)

"In marzo ci salvò il Ticino"

Intervista al medico cantonale aggiunto del Vallese, oggi duramente colpito dal Covid-19

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Il Vallese, sotto più aspetti simile al Ticino a cominciare dalla popolazione (entrambi hanno circa 350'000 abitanti), risulta attualmente essere il cantone più colpito dalla pandemia, con un numero di contagi triplicato nell'ultima settimana. Sei mesi fa invece il triste primato era toccato al Ticino. Il Governo di Sion nei giorni scorsi è corso ai ripari di fronte alla seconda ondata di Covid-19 imponendo la chiusura dei ristoranti alle 22 e le partite di hockey e calcio senza pubblico. Misure che stanno facendo scuola in Romandia.

 

"La nostra situazione in marzo era simile a quella del canton Ticino ma con due differenze", sottolinea il medico cantonale aggiunto vallesano Frank Bally alla RSI. "La prima - spiega lo specialista in malattie infettive - è che l'ondata è arrivata in Vallese una settimana più tardi e i colleghi ticinesi ci hanno avvertito facendoci arrivare pronti all'emergenza. La seconda è che non abbiamo mai raggiunto la capienza massima dell'ospedale. Dunque non abbiamo mai dovuto ricorrere a situazioni d'urgenza, o rifiutare dei pazienti ad esempio".

CSI 18.00 del 23.10.20: le analogie e le differenze tra Ticino e Vallese spiegate dal medico cantonale aggiunto Frank Bally e dal direttore dell'Hopital du Valais Eric Bonvin al microfono di Francesca Torrani
CSI 18.00 del 23.10.20: le analogie e le differenze tra Ticino e Vallese spiegate dal medico cantonale aggiunto Frank Bally e dal direttore dell'Hopital du Valais Eric Bonvin al microfono di Francesca Torrani
 

 

Francesca Torrani
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