"Nessuno sgambetto ai ticinesi, regole uguali in tutta la Svizzera" (Archivio TI-Press)

Italia “sconsigliata, non proibita”

Gobbi dopo le regole dettate da Berna: “No a controlli accresciuti sui residenti che rientrano” - Quattrini: “Occhio alle differenze regionali e alle sanzioni”

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“I viaggi verso l’Italia restano sconsigliati, ma non proibiti”. Parola di Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato ticinese. Da domani (mercoledì) infatti i cittadini svizzeri, così come tutti i residenti, potranno recarsi in Italia praticamente senza restrizioni (spesa esclusa). Lo ha confermato la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) da Berna martedì pomeriggio e lo ha ribadito il presidente del Governo ticinese poco dopo a Bellinzona in conferenza stampa.

 

Gobbi ha sottolineato come le direttive emanate dalla SEM (vedi correlati), contenute nella seconda ordinanza Covid del Consiglio federale, valgano anche per il Ticino e sono le stesse in vigore nei confronti di Francia, Germania e Austria. Questi tre Paesi verranno declassati da quelli a rischio, come noto, a partire dal 15 giugno, quando si tornerà alla normalità di Schengen, “ma per l’Italia Berna non ha ancora deciso, potrebbe rientrare nella stessa tempistica se le cose vanno bene, il termine ultimo resta comunque il 6 luglio” ha sottolineato il presidente del Governo.

Cosa sarà permesso e cosa no
Cosa sarà permesso e cosa no (canton Ticino)

Anche sulla questione finora più fumosa, il rientro in Svizzera per chi si reca in Italia, Gobbi ha sottolineato che “potranno rientrare tutti gli svizzeri e gli stranieri con permesso C, B, L e i frontalieri”. Su precisa domanda ha pure affermato che “non ci saranno controlli accresciuti su chi rientra”. Anche le eventuali misure sanitarie dovrebbero venire applicate solo in caso di necessità e solo su categorie di persone a rischio, e “sono comunque competenza dell’Amministrazione federale delle dogane”. Sul divieto di spesa Gobbi ha specificato pure che “non è uno sgambetto ai ticinesi, ma si tratta di avere un’unitarietà di prassi in tutta la Svizzera, le regole sono infatti le stesse in vigore verso Francia, Germania e Austria”.

Quattrini: “Attenzione alle differenze regionali”

In conferenza stampa ha preso la parola anche il delegato cantonale per le relazioni esterne Francesco Quattrini, che ha fornito una sorta di “consigli di viaggio” in relazione all’Italia, sottolineando le differenze normative tra i due Paesi. “La riapertura non vuol dire che le singole regioni italiane non possano decidere ulteriori misure particolari e più severe”.

Quattrini ha citato l’esempio della Lombardia, dove resta in vigore l’obbligo della mascherina, mentre in Veneto e in quasi tutte le altre regioni decadrà. “Va tenuto conto anche delle sanzioni pecuniarie e/o penali, a volte anche molto severe, in cui possono incappare tanto gli italiani quanto gli svizzeri.” Il consiglio resta sempre quello di affidarsi alle indicazioni di viaggio del Dipartimento federale degli affari esteri.

Il governo ticinese reagisce

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Il Quotidiano di martedì 02.06.2020

Per saperne di più:

I dettagli nel comunicato della SEM

L'Italia riapre

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Il Quotidiano di sabato 30.05.2020

 
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