Fare la differenziata per le batterie non è solo una questione di sensibilità ecologica: è anche una questione di sicurezza. Gettare una batteria nel cestino dei rifiuti sbagliato può avere conseguenze gravi e mettere in pericolo chi lavora nel settore del riciclaggio. Il rischio più temuto è l’incendio.
A confermarlo ai microfoni del Quotidiano è Filippo Pedroletti, responsabile dei Servizi tecnici della Città di Lugano. “Qualche mese fa un camion dei rifiuti ha preso fuoco e abbiamo dovuto chiedere l’intervento dei pompieri per estinguere l’incendio.”
Un caso analogo è accaduto a Moudon, nel canton Vaud. Un incendio scoppiato nel 2023 ha distrutto il centro di riciclaggio per le capsule del caffè. “Era stata proprio una batteria: è finita nel trituratore ed è esplosa. Ha bruciato tutto l’impianto”, ha raccontato Roger Blesi, direttore di Thévenaz-Leduc Sa.
In entrambi i casi il colpevole era una batteria agli ioni di litio, altamente infiammabili. Per questo esiste una raccolta differenziata dedicata. Nel contenitore apposito “le batterie al litio vengono coperte da uno strato di vermiculite, per proteggere da eventuali incendi”, spiega Pedroletti. Che si tratti di batterie al litio, pile alcaline o sigarette elettroniche, ogni rifiuto viene trattato nel modo più appropriato: per questo è importante smaltirlo nel contenitore preposto.
Eppure il problema persiste. In Svizzera si acquistano ogni anno 165 milioni di pile e sola una su cinque finisce nell’indifferenziata. “Per noi il problema delle batterie è molto importante”, dice al Quotidiano Michele Vismara, direttore amministrativo della Vismara & Co. SA. “Anche a livello assicurativo è un problema: le assicurazioni fanno sempre un po’ più fatica ad assicurare un’attività come la nostra per il pericolo incendi”.
Il problema principale sono i piccoli oggetti con pile integrate: spesso ci si dimentica che le contengono, e per gli operatori del settore recuperarle diventa difficile. Un vero spreco, considerando che il 95% di una batteria è riciclabile.







