Ticino e Grigioni

Infiltrazioni mafiose: Roveredo vuole modifiche nelle procedure

Per il vicesindaco Decio Cavallini le verifiche, prima della concessione di un permesso, non possono restare esclusiva dell’Ufficio cantonale

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Decio Cavallini, vicesidaco di Roveredo
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RG 07.00 del 05.03.2026 Il servizio di Alessandro Tini

RSI Info 05.03.2026, 08:15

  • © Ti-Press / Samuel Golay
Di: Alessandro Tini-Radiogiornale/joe.p. 

L’operazione antidroga dello scorso 23 febbraio scalda gli animi della politica locale a Roveredo. Ad essere ritenuta problematica è la concessione da parte del Cantone del permesso di dimora a quattro persone arrestate nell’ambito di un’operazione internazionale antimafia. Il Municipio del capoluogo mesolcinese si rivolge ora al Governo, per chiedere provvedimenti e una maggiore attenzione. Il Radiogiornale ne ha parlato con il vicesindaco Decio Cavallini.

Il blitz antimafia condotto contemporaneamente in Francia, Svizzera e Italia

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  • Europol.europa.eu

“Se in Governo c’è qualcuno che dice ‘attenzione questo è un problema’ è un conto. Ma se dicono ‘no, no, quello che dice il funzionario dirigente va bene’, allora dopo bisogna suonare trombe e tamburi. Perché vuole dire che non cambierà niente”. Per Cavallini - che prima del pensionamento è stato attivo ai vertici della polizia cantonale ticinese per 35 anni - le verifiche, prima di concedere un permesso di soggiorno, non possono restare esclusiva dell’Ufficio cantonale della migrazione del diritto civile.

“Noi - prosegue Cavallini al Radiogiornale - auspicheremmo una procedura che coinvolga chi è operativo sul territorio e conosce la situazione, le persone, gli ambienti, i problemi e le criticità e quindi ha modo di esprimere un’opinione. Non necessariamente deve prendere una decisione. Però per lo meno può formulare dei preavvisi. Che vanno considerati attentamente quando si tratta di decidere su come procedere in determinate richieste”.

Ora, l’intenzione del Municipio di Roveredo è di sollecitare anche la politica, coinvolgendo i rappresentanti del Moesano in Gran Consiglio affinché portino avanti un atto parlamentare che chieda modifiche alla procedura.

“Vorremmo coinvolgerli in modo da convincerli che è un atto dovuto rispetto alla situazione generale”, conclude Decio Cavallini. “Perché non vogliamo lasciare che si creino situazioni pericolose. In questi mesi si parla spesso di come la criminalità organizzata si stia estendendo nel nord Italia e in Svizzera. Non è quindi una tendenza da sottovalutare. Vogliamo dunque fare in modo che si rifletta seriamente e concretamente su questo tipo di procedura, che così comunque non va bene”.

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Operazione antidroga e mafia: quattro arrestati erano residenti a Roveredo

Il Quotidiano 02.03.2026, 19:00

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