Tagli alle sedi di Lugano e Chiasso dell'UBS (tipress)

"Licenziamenti inevitabili"

I tagli a UBS sono stati effettuati solo "per una gestione oculata dei costi"

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"Licenziamo per una gestione oculata dei costi; non significa che la piazza finanziaria ticinese è in crisi". Così il direttore regionale di UBS Luca Pedrotti sui 22 tagli nelle filiali di Lugano e Chiasso fra chi lavora con la clientela italiana, da tempo in calo, annunciati lunedì.  Per la maggior parte dei 22 dipendenti toccati la banca ha previsto un piano sociale della durata di un anno. Una minima parte ha invece beneficiato di un prepensionamento.

"Sono figure di alto profilo, quelle che gestiscono la clientela al fronte, le persone toccate dai licenziamenti che UBS ha effettuato in Ticino. Una decisione sofferta" – dichiara ancora il direttore regionale – "ma inevitabile per una gestione oculata dei costi, tanto che l’esercizio è in corso anche nel resto del Paese".

Alberto Petruzzella, presidente dell'Associazione bancaria ticinese, ritiene che lo stato "di salute del settore è buono e che soprattutto chi si concentra sulle attività bancarie tradizionali ottiene risultati positivi. Meno bene, da anni, lo abbiamo detto, va chi si occupa di gestione patrimoniale internazionale. Licenziamenti nel settore non sono comunque mai una buona notizia". Natalia Ferrara, responsabile per il Ticino dell'associazione degli impiegati di banca, si è dichiarata in disaccordo con la decisione del numero uno bancario elvetico e aggiunge: "bisogna mettere un freno alla riduzione, che dura purtroppo da anni, della forza lavoro sulla piazza finanziaria ticinese. Si tratta di ulteriori 22 impieghi che vanno persi".

CSI/Swing

UBS taglia 22 posti

UBS taglia 22 posti

Il Quotidiano di martedì 14.01.2020

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