Veduta panoramica aerea sulle macerie della parte demolita del centro sociale CSOA il Molino (Ti Press)

Macello: scatta la querela penale

I Verdi di Lugano contestano al Municipio l'assenza di permessi, di attestati anti-amianto e la messa in pericolo della vita altrui - Il parere di 3 avvocati

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Violazione delle regole dell’arte edilizia, esposizione a pericolo della vita altrui, delitto contro la legge sulla protezione dell’ambiente: sono tra i reati ipotizzati  - e scritti nero su bianco - nella denuncia penale contro ignoti (da identificarsi però presso il Municipio di Lugano), presentata lunedì dai Verdi del canton Ticino, sezione di Lugano, in relazione allo sgombero forzato del centro sociale CSOA Il Molino e alla successiva demolizione di parte dello stabile avvenuta sabato notte.

L'ultima notte dell'ex macello

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Il Quotidiano di domenica 30.05.2021

 

L'operazione di demolizione presuppone l’ottenimento di una specifica licenza edilizia e, per demolire uno stabile antecedente il 1990, è necessario inoltrare anche una perizia che attesti la presenza o meno di materiali pericolosi, tra i quali l’amianto, scrivono i Verdi nella denuncia penale.

"In occasione delle diverse prese di posizione pubbliche successive allo sgombero, i rappresentati del Comune di Lugano hanno ammesso di non aver richiesto alcuna licenza edilizia che autorizzasse l’operazione di demolizione e non hanno fornito alcuna indicazione che permetta di ritenere che siano stati presi i necessari provvedimenti per la tutela dell’ambiente e della popolazione", continua la denuncia. Di più. Viene sottolineato che "a fiianco dello stabile ex Macello vi sono scuole elementari, una scuola dell’infanzia, una palestra, esercizi pubblici, corsi d’acqua e diverse abitazioni".

Secondo i Verdi "vi è motivo di temere che l’operazione di demolizione non sia stata attuata nelle corrette modalità e che la stessa possa aver provocato o provocare ancora la diffusione nell’ambiente di sostanze nocive, in particolare di amianto. Inoltre, tutte le persone presenti al momento della demolizione (agenti di polizia, operai, giornalisti e curiosi) potrebbero essere stati esposti a potenziali rischi per la loro salute".

Ecco perché, se questa ipotesi dovesse essere confermata, "coloro che hanno ordinato e messo in atto la demolizione in questione si sarebbero resi colpevoli dei reati di violazione delle regole dell’arte edilizia, esposizione a pericolo della vita altrui, delitto contro la legge sulla protezione dell’ambiente. Apparentemente e secondo le dichiarazioni pubbliche disponibili, l’intera operazione è stata decisa dal Municipio di Lugano, di concerto con la polizia cantonale e comunale".

E proprio in merito alla regolarità o meno della demolizione di parte dell'edificio, la RSI ha voluto sentire la posizione di alcuni avvocati, soprattutto a margine di eventuali violazioni delle norme procedurali. Ascolta nell'audio qui sotto le interviste complete a Paolo Bernasconi, a Gianluca Padlina (presidente dell'ordine degli avvocati ticinese che qui parla però a titolo personale) e ad Andrea Bersani.

I Verdi denunciano il municipio

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Il Quotidiano di lunedì 31.05.2021

M. Ang.
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