"Mancano strutture per minori"

Intervista alla magistrata Fabiola Gnesa: "Dobbiamo mandarli in Svizzera interna o addirittura in Italia. I "duri"? Quando sono davanti a me si dimostrano ragazzi fragili... piangono"

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Classe 1972, locarnese, di area PPD, Fabiola Gnesa è la nuova magistrata dei minorenni. Subentrerà a Reto Medici, che ha dato le dimissioni per la fine di settembre, optando per il pensionamento. La sua principale preoccupazione riguarda la presa in carico di giovani con problemi psichici: mancano le strutture, spiega, nella sua prima intervista.

Cosa la preoccupa di più?

"In questo momento mi preoccupano questi ragazzi con problemi psichiatrici... Non abbiamo i luoghi e gli strumenti, in questo momento, per aiutarli".

Cosa succede?

"Questi ragazzi o vengono collocati in clinica o si cercano strutture... e non le troviamo sul territorio, dobbiamo andare in Svizzera interna o addirittura in Italia... però ci sono liste d'attesa".

Lei ha fiducia nella gioventù?

"Io sì. I ragazzi che vedo, anche quelli che appaiono come dei "duri" (che quando vanno in giro il venerdì sera a Locarno piuttosto che a Bellinzona o a Lugano e possono far paura), quando poi sono davanti a me si dimostrano ragazzi fragili... io li ho visti piangere questi "duri", che sembrano i "duri" che spaccano il mondo".

Ha qualcosa da dire ai genitori?

"Di essere un punto di riferimento dei ragazzi e di essere coerenti nelle loro decisioni e nel loro compito di genitori. Non è facile. Io non sono genitore. È già successo in udienza che una signora mi dicesse: "Ma lei non è mamma e quindi non sa"... Però lo sento nei ragazzi. La coerenza, non l'autorità, ma l'autorevolezza. Lo sentono anche come magistrato".

Guarda l'intervista completa nel video in testa all'articolo.

Quot/Sharon Bernardi
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