I dimostranti si sono diretti dal Mercato coperto alla sede della Plastifil, una delle tre aziende al centro delle polemiche (RSI/CN)

"Poro TiSin" scalda Mendrisio

Centinaia di persone hanno risposto all'appello di UNIA e OCST per protestare contro il sedicente sindacato che ha stipulato un CCL sotto le soglie del salario minimo

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A Mendrisio centinaia di persone (circa 3-400 secondo gli organizzatori) hanno risposto all'appello dei sindacati UNIA e OCST che hanno invitato la popolazione a manifestare contro l'organizzazzione TiSin, che sta facendo tanto discutere in queste settimane, poiché promotrice di contratti collettivi di lavoro con salari inferiori al nuovo minimo legale che entrerà in vigore dal 1° di dicembre (19 franchi all'ora). Alla manifestazione "Poro TiSin" hanno preso parte, oltre a politici ticinesi e ai lavoratori che hanno preso la parola a più riprese, anche i sindacati italiani CGIL Como e UIL frontalieri.

I dimostranti si sono dati appuntamento questa mattina (sabato) sulla piazza del mercato coperto, per poi dirigersi davanti alla sede della Plastifil, una delle tre aziende finite nella polemica.

Circa 400 persone hanno preso parte alla dimostrazione
Circa 400 persone hanno preso parte alla dimostrazione (RSI/CN)

Il salario minimo si applicherà infatti a tutti i lavoratori ad eccezione dei settori nei quali è già in vigore un contratto collettivo di lavoro. E di recente tre aziende del Mendrisiotto - sotto il cappello della neonata "Ticino Manufacturing" - avevano stipulato con l'Organizzazione TiSin un CCL con appunto un salario minimo inferiore ai 19 franchi all'ora.

TiSin ha difeso il proprio CCL, mentre i sindacati storici Unia e Ocst negli scorsi giorni avevano lanciato l'allarme, preoccupate dall'interessamento di una ventina di altre aziende e da un effetto domino. Dal canto suo il Cantone ha già fatto sapere che da dicembre per i CCL stipulati in maniera scorretta potranno arrivare delle sanzioni.

Fonio: “Soddisfatti, è solo l’inizio”

“Evidentemente questa era una prima manifestazione ed era di carattere regionale, quindi la soddisfazione per la partecipazione c’è” ha commentato ai microfoni della RSI il segretario regionale dell’OCST Mendrisiotto Giorgio Fonio.

“Credo che oggi da Mendrisio sia partito un messaggio forte e chiaro, ossia che questo modo di fare impresa non troverà terreno fertile sul nostro territorio. I lavoratori e le lavoratrici, ma anche tutte le persone che sono qui oggi o che la pensano come noi, rivendicano un Mendrisiotto senza questo vergognoso modo di approcciarsi al lavoro” ha concluso Fonio.

A fine mese è stata indetta un’ulteriore manifestazione a Bellinzona.

 
CSI/Quot/dielle
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