(©Ti-Press/Samuel Golay)

Svolta sul bunker di Camorino

Il cantone vuole chiudere il prima possibile la struttura sotterranea - Emesso un bando per cercare soluzioni alternative

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Il canton Ticino cambia passo e decide di chiudere il controverso bunker di Camorino: la struttura sotterranea che alloggia richiedenti l'asilo la cui domanda è già stata respinta o neppure presa in considerazione, ovvero i cosiddetti casi "NEM". Il Consiglio di Stato ha indetto una raccolta di proposte per cercare soluzioni alternative.

In sostanza, il Governo chiede a privati o enti pubblici - via foglio ufficiale - di proporre strutture idonee ad accogliere richiedenti l'asilo. Il bando scade venerdì. "L'obiettivo è uscire il prima possibile", spiega Gabriele Fattorini, direttore della Divisione dell'azione sociale e delle famiglie. "È chiaro che questo dipende anche dalla quantità di offerte che arrivano. Se non dovessero arrivarne bisognerà chinarsi ancora una volta sul tema e riaprire una riflessione. Il prima possibile credo che sia la risposta più corretta", afferma.

Negli anni ci sono state manifestazioni, petizioni, appelli. Nel 2019, un centinaio di medici ha messo nero su bianco che "le condizioni in cui vivono i richiedenti l'asilo a Camorino sono disumane". L'ultima petizione in ordine di tempo è del Forum Alternativo che in queste settimane ha raccolto 1'600 firme.

"È da diverso tempo che si sta cercando una soluzione alternativa, ma non è facile individuare una nuova sede, perché anzitutto richiede un consenso da parte delle autorità comunali, ma anche un consenso della popolazione", osserva Fattorini. In un rapporto del 2019, la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura aveva scritto, in termini generali, che nessuno dovrebbe vivere in una struttura sotterranea per più di 3 mesi, perché manca luce e non circola aria. A Camorino si può rimanere anche un anno o più.

Nonostante le critiche, il Cantone ha sempre dichiarato che la situazione era - secondo quanto si legge in una risposta del Consiglio di Stato a un'interpellanza dell'anno scorso - "modesta, ma idonea e in linea con quanto stabilito dal quadro normativo vigente per le persone che sono tenute a lasciare la Svizzera".

Cos'è cambiato? "Siamo in un contesto di grande movimento. Innanzitutto c'è anche la costruzione che dovrebbe partire a breve che obbligherà la partenza da questa struttura di Camorino e in tutto questo ambito di pianificazione generale della migrazione, la ricerca di altre soluzioni fuori terra è sicuramente ritenuta più adeguata".

Oggi, nella struttura sotterranea alloggiano 23 persone, tutte con statuto di NEM: dovrebbero lasciare il Paese perché la loro domanda d'asilo è stata respinta o neppure presa in considerazione, ma non possono essere rimpatriate contro la loro volontà perché con i loro Paesi d'origine la Confederazione non ha accordi di riammissione.

CSI-Calcagno/eb
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