Tassa minima, "Impatto anche in Svizzera"

Samuele Vorpe, direttore del centro di competenze tributarie alla Supsi, commenta la tassa minima globale del 15% per le aziende fissato dal G7

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I ministri delle finanze delle sette principali nazioni industrializzate (G7) hanno concordato l'obiettivo di una tassa minima globale del 15% per le aziende. L'obiettivo è quello di far pagare di più le società digitali come Apple e Google. La RSI ha intervistato sulla questione Samuele Vorpe, direttore del centro di competenze tributarie alla Supsi.

Una tassa globale minima del 15% per le aziende, che si applica ovunque in maniera indistinta, quale impatto ha a livello globale? È davvero il primo passo verso la fine della concorrenza fiscale tra gli Stati?

"La misura riguarda soprattutto le persone giuridiche ovvero società e multinazionali per le quali si applica questa tassa minima e non tocca invece le persone fisiche, che rimangono fuori dalla misura. La concorrenza fiscale in un certo modo continuerà comunque a esistere".

La definizione di rivoluzione è comunque azzeccata?

"Assolutamente sì ! Secondo il mio punto di vista la misura è benvenuta, perché è un’azione globale. Non avrebbe potuto portarla avanti un solo Stato ma dev’essere fatta in tutto il mondo. Il fatto che si sia riusciti a trovare un’aliquota minima del 15% a mio avviso è da salutare positivamente".

Per la Svizzera cosa potrebbe significare la perdita dell’attratività fiscale sulla quale ha tanto puntato?

"In Svizzera negli ultimi anni c’è stata una forte concorrenza fiscale tra cantoni al ribasso, che ha visto in primis Lucerna, poi Zugo e anche altri cantoni scendere fino a un tasso molto basso tra l’11 e il 12%. Il rischio di questa concorrenza è poi che gli Stati non abbiano più risorse sufficienti per adempiere i loro compiti. Il fatto che ora intervenga questa aliquota unica non andrà a toccare tutti i cantoni, ma solo alcuni di questi. L’impatto andrà quindi esaminato cantone per cantone".

Quindi potrebbe mettere fine a un certo squilibrio interno al nostro Paese?

"Assolutamente sì! Questa misura – è un vantaggio – mette un freno alla concorrenza, che avrà un impatto anche in Svizzera. Non su tutti i cantoni perché il canton Ticino la cui riforma è stata approvata a inizio 2020 prevede di arrivare ad un’aliquota del 15% ad inizio 2025 in linea con quelle che sono al momento le decisioni del G7. Non è detto che questo 15% possa anche aumentare nel corso degli anni".

RG/Red.MM
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