UNIA: "ticinesi ingannati"

Il sindacato ha illustrato i motivi del suo ricorso contro la legge sugli orari dei negozi

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Il popolo ticinese, quando nel 2016 ha approvato l’estensione degli orari dei negozi, è stato ingannato. A sostenerlo è UNIA che mercoledì a Lugano in una conferenza stampa ha spiegato i motivi che l’hanno portato a impugnare la nuova legge di fronte al Tribunale federale annunciando che il 3 febbraio a Manno e il 4 a Bellinzona vi saranno due assemblee informative per i lavoratori del settore.

 

A mente del sindacato, ha sottolineato Giangiorgio Gargantini, a risultare problematici sono in particolare gli articoli che definiscono le località turistiche dove i piccoli commerci possono essere aperti tutti i giorni fino alle 22.30. Nel decreto sono un’ottantina. Troppe, tanto che, secondo UNIA, quella che doveva essere un’eccezione è diventata la regola.

 

Inoltre nella nuova legge vi sarebbero disposizioni, quelle che hanno imposto l’adozione del contestato contratto collettivo, in contrasto con il diritto federale.

A ricorrere, come anticipato dalla Regione, è stato anche un commerciante che chiede l'abrogazione del divieto di vendita serale di alcol.

Diem/CSI/Quot

I documenti

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