Un drone per la Rega

Il Quotidiano di mercoledì 13.04.2022

Un nuovo occhio nel cielo per la REGA

Un drone, con i suoi sensori, permetterà operazioni di soccorso anche in condizioni proibitive

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La REGA nel 2021 è intervenuta 779 volte partendo dalla base di Locarno, 63 in meno rispetto al 2020, a causa del maltempo estivo che ha frenato molte attività all'aperto. Interventi che hanno avuto come protagonista l'elicottero e il suo equipaggio. Ma da quest'anno, in condizioni particolari, sarà possibile affidarsi anche alla tecnologia racchiusa in un nuovo drone, pronto a prendere il volo.

È lungo solo 2,2 metri, ma la dimensione non deve trarre in inganno: il supporto del drone sarà di grande importanza per le attività di soccorso. "Seguendo quello che è stato fatto settant'anni fa dai pionieri, andiamo avanti su questa via, nel cercare nuovi mezzi, tecnologie e soluzioni sempre a favore delle persone che hanno bisogno di aiuto", spiega Paolo Menghetti, capo della base locarnese della REGA.

"L'elicottero è sempre il primo mezzo di soccorso che utilizziamo, vista la sua velocità e le dimensioni dell'area che può coprire", aggiunge Mattia Corti, responsabile per il progetto della REGA. "Il drone arriva in un secondo momento, quando l'elicottero non può volare, quindi ci permette di effettuare interventi che di solito dovevamo interrompere".

"Il Ticino è un cantone molto complicato - aggiunge Menghetti - con valli e ostacoli, come i cavi, che in caso di brutto tempo impediscono di volare con gli elicotteri. Il drone ci aiuterà ad evitare rischi per gli equipaggi e soccorrere i pazienti".

Un drone che è un concentrato di tecnologia: capace di individuare i telefoni cellulari anche là dove non c'è ricezione mobile. Un progetto ticinese, che nelle sue ultime fasi, proprio poche settimane fa, ha potuto verificare il suo livello di accuratezza sorvolando gli incendi del Monte Gambarogno e di Verdasio alla ricerca di focolai tramite la sua camera termica. Un sistema che REGA vorrà impiegare anche per la ricerca di persone.

"Il sensore, la ricerca visuale, necessita ancora di un certo sviluppo - spiega Corti - ma presto potremo utilizzarlo in interventi su campi aperti, e più avanti l'obbiettivo sarà quello di usarlo anche sopra le foreste e i boschi".

Equipaggi ed elicotteri resteranno quindi protagonisti, ma il drone potrà velocizzare le operazioni e allo stesso tempo agevolare l'attività di tutti gli enti di soccorso.

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