Virus cinese, il Ticino si prepara

L'epidemia in Cina per ora "non deve preoccupare", ma l'EOC sta allestendo un protocollo per farsi trovare pronto

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Il coronavirus che ha già infettato 290 persone in Cina, uccidendone 6, non lascia indifferente nemmeno il Ticino: può trasmettersi da uomo a uomo e non si esclude infatti che la polmonite virale possa arrivare anche in Europa. I primi contagi all'estero sono già stati segnalati in Thailandia, Giappone, Corea del Sud e, da verificare, Australia, mentre l'OMS mercoledì a Ginevra dovrà valutare se ci sia un pericolo per la salute pubblica a livello internazionale. "Non dobbiamo preoccuparci ma dobbiamo prepararci", afferma il responsabile del servizio malattie infettive dell'Ente Ospedaliero Cantonale, Enos Bernasconi. 

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Prepararci come? L'EOC sta allestendo un protocollo di emergenza per una diagnosi precoce e l'isolamento di eventuali casi alle nostre latitudini, una prassi già adottata con la SARS una quindicina di anni fa. Nei laboratori Humabs di Bellinzona si lavora intanto per isolare gli anticorpi del virus, prima tappa per la produzione di un farmaco, procedimento che può durare anche due anni.

Epidemia asiatica

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Il Quotidiano di martedì 21.01.2020

 
CSI/Quot/pon
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