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Più vicini gli studi in medicina all'USI

Il Governo presenta il messaggio e sostiene: "ci vorrà una solida volontà politica". L'inizio dei corsi è previsto per l'anno accademico 2017-2018

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L’istituzione di una Facoltà di scienze biomediche all’Università della Svizzera Italiana e di un Master in medicina si concretizza: dopo quasi cinque anni di studi di fattibilità, a Bellinzona è stato presentato stamani il messaggio governativo. Il primo anno accademico ipotizzato per i due percorsi è il 2017-2018.

Il Master in medicina umana sarà sviluppato in collaborazione con l'Università di Basilea, e la ricerca con l'Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona. Il progetto deve ora essere discusso dal Parlamento.

Un momento favorevole

Sul piano nazionale il momento è favorevole, vista la necessità, ribadita più volte, di potenziare la formazione in medicina in modo da far fronte alla penuria di medici. Il sistema ospedaliero sarebbe potenzialmente in grado di supportare il percorso formativo dei futuri medici, e si ipotizza che con una spesa dello Stato di 7 milioni l’anno si possa generare un sistema formativo e di ricerca da 50 milioni.

Il progetto dovrà essere accompagnato, sottolinea il Governo, da una forte volontà politica: per sostenere la formazione di circa 200 studenti su tre anni di formazione, saranno infatti necessari incentivi e l’appoggio della Conferenza universitaria svizzera, nonché il sostegno delle università partner, ossia Basilea, Zurigo e Friburgo.

RedMM/CSI


Scarsità di medici, un problema conosciuto da tempo

In uno studio del 2008, l'Osservatorio svizzero della salute ha segnalato che nel 2030 mancherà un terzo dei medici necessari. Il motivo, oltre all'invecchiamento della popolazione, è che le Università elvetiche non formano abbastanza personale. Anche la politica si è già occupata della questione. Con più mozioni il Parlamento ha chiesto al governo di aumentare il numero di studenti. In un rapporto del novembre 2011 il consiglio federale ha posto come obiettivo di portare i medici in formazione a 1'200/ 1'300 annui, contro i 700/800 attuali.

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