Arlind, a sinistra, e Yasin, a destra
Arlind, a sinistra, e Yasin, a destra (tipress)

Yasin e Arlind ancora nel limbo

Il Governo ticinese approfondirà i casi dei due giovani stranieri che fanno mobilitare il Bellinzonese. Gobbi: "Terremo conto del quadro legale e della casistica"

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Yasin Rahmany e Arlind Lokaj, i due giovani stranieri residenti nel Bellinzonese che dovrebbero lasciare la Svizzera e che hanno fatto mobilitare centinaia di persone, restano nel limbo. Durante la seduta odierna, il Consiglio di Stato ha difatti deciso di chiedere ulteriori approfondimenti al Dipartimento delle istituzioni nell'ambito della legislazione federale. L'intenzione, si legge in una nota stampa diramata mercoledì, è di poter "disporre di ulteriori elementi conoscitivi sui casi", prima di esprimersi. In attesa dell’esito degli accertamenti, la posizione dei due giovani rimane immutata.

Le storie

Le due storie sono diverse. Yasin, 23enne iraniano, avrebbe dovuto lasciare la Svizzera venerdì 21 febbraio, poiché le autorità federali hanno respinto la sua richiesta di statuto di rifugiato. Lui, che secondo Berna non sarebbe credibile e avrebbe contraffatto un documento, sostiene di essersi integrato e che un suo rientro in patria lo metterebbe in pericolo. Arlind, 17enne cittadino kosovaro, dovrebbe lasciare il Ticino, poiché il suo permesso non sarebbe più valido. Così facendo dovrebbe separarsi dalla madre e dagli amici.

Red. MM/Da.Pa./CSI


Le valutazioni del governo

“Il Consiglio di Stato si è chinato sugli atti parlamentari pendenti, tenendo conto del quadro legale, della casistica, ma anche della votazione del 9 febbraio scorso, per capire se e come questi casi possono essere trattati come casi eccezionali” ha detto il ministro Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, ai colleghi delle Cronache della Svizzera italiana.

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