I tagli dei finanziamenti che la Confederazione prevede per il settore accademico hanno condotto diverse università a rifarsi sugli studenti, aumentando le tasse semestrali. Qual è la situazione alla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI)?
Oggi uno studente della SUPSI domiciliato in Svizzera paga infatti 800 franchi di tassa semestrale, 1’600 se è invece domiciliato all’estero. Importi che sono in linea con quelli delle altre scuole universitarie professionali, ma che in molti casi sono stati rivisti al rialzo.
Interpellato dal Quotidiano della RSI, Franco Gervasoni, direttore della SUPSI, ha affermato che al momento non si è deciso di modificare le tasse semestrali. “Tutto dipenderà dalle misure di sgravio e dall’approvazione degli accordi bilaterali, e quindi nei prossimi anni ovviamente dovremo tornare a discutere di questi aspetti insieme a tanti altri”.
Sono due le principali incognite che gravano sulle casse della SUPSI e che hanno costretto tante accademie svizzere a ritoccare le tasse per gli studenti. La principale è il taglio dei fondi della Confederazione. Il Consiglio federale proponeva 360 milioni in meno su tre anni, ma il Consiglio degli Stati chiede di ridurre il taglio della metà. Ora tutto dipende da come deciderà il Nazionale.
A proposito di questi tagli, Gervasoni spiega: “L’impatto per la SUPSI sarebbe comunque considerevole, anche nella versione mitigata di questi tagli. Parliamo comunque di una cifra che può variare dai 3 ai 4 milioni all’anno, nella versione che auspicabilmente il Consiglio nazionale potrebbe decidere di applicare”.
L’altra incognita sono i bilaterali. Quale parte dell’accordo, l’Unione europea vuole che gli studenti europei non paghino di più dei colleghi svizzeri. Alla SUPSI i non residenti sono il 30%, la quasi totalità proviene da Paesi membri.
“Avremo comunque un certo margine di tempo con un sostegno finanziario pianificato della Confederazione che ci permetterà di adeguare le tasse progressivamente. Sarà una discussione che probabilmente ci interesserà dopo il 2029.” Questo vuol dire che gli studenti “Non possiamo escludere che dato che dovremo diminuire forzatamente le tasse dei non residenti, che ci possa essere un leggero adeguamento delle tasse degli studenti residenti”.
Anche l’USI dovrà capire come rispondere a queste sfide, ma per ora ci fa sapere che l’aumento delle tasse è solo l’ultima ratio.








