Campioni d'incasso o film d'autore?

Il Premio del cinema svizzero 2019 ripropone l'eterno quesito contrapponendo pellicole dallo spirito opposto

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Cinema d’arte e di ricerca, magari qualitativamente altissimo ma per pochi, contro cinema che riempie le sale: forzando un po’ la mano potrebbe essere questo lo slogan con cui presentare il Premio del cinema svizzero 2019, che venerdì 22 marzo a Ginevra assegna gli “oscarini nazionali” in dodici categorie.

Nella categoria miglior film, l’apprezzatissimo esordio Ceux qui travaillent del ginevrino Antoine Russbach (fino ad oggi solo 4'945 spettatori nei cinema) contende il premio al campione d’incassi dell’annata Wolkenbruch (quasi 300mila spettatori) dell’ex enfant prodige del cinema svizzero Michael Steiner (già regista in passato di film di grande successo al botteghino, come Mein Name ist Eugen e Grounding). Gli altri tre nominati - Der Läufer, Der Unschuldige e Fortuna - sono andati a festival importanti con buoni riscontri di critica, ma sembrano avere meno possibilità.

Nella cinquina dei contendenti è peraltro assente l'altro crack svizzero dell'anno, Zwingli di Stefan Haupt, che ha già superato i 200mila biglietti staccati e ciononostante è nominato solo nelle categorie miglior attrice e miglior attore.

 
 

Stesso percorso si può tracciare anche tra i documentari, con la notevole docu-animation Chris the Swiss di Anja Kofmel (passata a Cannes, ma arenatasi nelle sale svizzere a circa 5mila spettatori) in accesa battaglia con l'acclamato pamphlet femminista #Female Pleasure di Barbara Miller (unico titolo in lizza co-prodotto dalla RSI), andato già ben oltre i 100mila spettatori nei cinema sommando Svizzera tedesca, Germania e Austria. Gli altri tre titoli, pur di valore assoluto, sembrano dover recitare il ruolo degli outsider e sono Genesis 2.0, Eldorado e Le dames.

 

Tutte le nomination nelle 12 categorie

Chi vincerà? Come ogni anno la RSI lo racconta nella Notte del cinema svizzero, il 22 marzo su LA 2 a partire 21.05: in onda tre film vincitori delle passate edizioni (La mia vita da zucchina, premiato come miglior film svizzero del 2017, Cleveland contro Wall Street, miglior documentario nel 2011 e Blue My Mind, miglior film nel 2018) e alle 22.15, in collegamento da Ginevra, le interviste ai vincitori e ai protagonisti dell'edizione 2019 nella trasmissione trilingue condotta da Debora Caccaviello (RSI), Julie Evard (RTS) e Monika Schärer (SRF).

I premi del cinema con Marco Zucchi

I premi del cinema con Marco Zucchi

TG 20 di venerdì 22.03.2019

Aftershow del Premio del cinema svizzero

Aftershow del Premio del cinema svizzero

a cura di Marco Zucchi conduce Debora Caccaviello

 

 

MZ
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