Cercando Rocky 2

Il film di Pierre Bismuth, presentato in collaborazione con Art Basel, è un documentario montato come una fiction

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Nato a Neuilly-sur-Seine nel 1963, Pierre Bismuth è un artista contemporaneo.

Caratteristico dei suoi lavori è mettere in crisi i codici di lettura prestabiliti delle immagini provengano da  film hollywoodiani dalle prime pagine dei giornali o da riviste.

Anche se al suo primo film da regista, Bismuth non è estraneo a Hollywood: nel 2005 ha vinto insieme a Michel Gondry e Charlie Kaufman l’Oscar per la Migliore sceneggiatura originale per Se mi lasci ti cancello (2004).

E fin dal filmato utilizzato come trailer nel sito ufficiale del film è facile intuire che l'operazione è molto particolare

 

Presentato fuori concorso a Locarno Where is Rocky II? da seguito alla collaborazione iniziata lo scorso anno tra Art Basel e Locarno.

E in effetti il film è impregnato d’arte perché parte dalla ricerca di un’opera del noto artista americano Ed Ruscha di cui nessuno ha più notizie da oltre 30 anni.

Attorno alla ricerca dell’opera, dal titolo suggestivo Rocky II in onore di Sylvester Stallone, Bismuth costruisce una docu-fiction – o forse una fiction-docu – molto particolare dove i piani di realtà e finzione finiscono con il confondersi in un gioco ironico e intrigante.

A inseguire la verità sull’opera e a cercare di ritrovarla sono un detective privato ingaggiato dallo stesso Bismuth, e due sceneggiatori di Hollywood incaricati di scrivere una storia attorno alla misteriosa opera. Un mescolamento di piani che spiazza spesso lo spettatore che si trova di fronte a un racconto complesso come un thriller di Agatha Christie. 

Uno spiazzamento così riuscito che alla fine del film non si è più sicuri di nulla… e ci si ritrova a chiedersi: ma siamo davvero sicuri che Ed Ruscha esista?

MB

www.rsi.ch/cinema

Condividi