I coniugi Loving arrestati dalla polizia in Virginia
I coniugi Loving arrestati dalla polizia in Virginia (festival-cannes.com)

Loving vs Virginia

A Cannes il film sulla sentenza che cambiò l'America

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“C’é qualcosa che vuole che dica al giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America?”

 

“Gli dica che amo mia moglie”

 

È uno dei dialoghi più semplici e toccanti di Loving di Jeff Nichols, il film che racconta la storia vera di una coppia interrazziale accusata nel 1958 dallo Stato della Virginia di violazione del  Virginia’s Racial Integrity Act, in quanto conviventi dopo avere contratto matrimonio a Washington D.C.. La frase pronunciata dall’uomo (uno strabiliante Joel Edgerton, per cui all’uscita della proiezione stampa a Cannes si vocifera già una statuetta ai prossimi Oscar) in risposta all’avvocato che segue il suo caso, è la dichiarazione di un amore che riuscirà a cambiare la costituzione americana (vedi Loving vs Virginia), rendendo lecito il matrimonio interrazziale in tutti gli Stati, quale diritto fondamentale dell’uomo.

Ruth Negga e Joel Edgerton sono Mildred e Richard Loving
Ruth Negga e Joel Edgerton sono Mildred e Richard Loving (festival-cannes.com)

Richard Loving e la moglie Mildred (Ruth Negga), bianco e burbero lui, nera e tenace lei, affrontano una battaglia che dura nove anni con la forza e la semplicità di chi non può rinunciare ad essere l’uno per l’altra il compagno di vita prescelto. La nascita dei loro tre figli aumenta la forza del loro combattere perché questi non debbano essere considerati bastardi, le foto per "Life" e le interviste per la televisione incrementano la visibilità della loro vicenda.

Nichols - a pochi mesi di distanza dalla presentazione in concorso alla Berlinale del poco riuscito Midnight Special - sceglie argutamente di descrivere i fatti con poche concessioni a  sentimentalismi, il pathos è già grande e significativo nell’accaduto. Solo la rappresentazione della polizia che arresta e perseguita la coppia appare eccessiva.

Un momento teso di Loving
Un momento teso di Loving (festival-cannes.com)

L’ispirazione, ha dichiarato il regista americano trentasettenne, è venuta dal documentario The Loving Story di Nancy Buirski. E questa volta, visto il cognome dei cogniugi, è davvero il caso di dire “nomen omen”: un nome un destino.

Francesca Felletti

www.rsi.ch/cannes2016

 

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