Uno scatto di New York di Thomas Struth, parte di una serie di immagini proposte in formato monumentale
Uno scatto di New York di Thomas Struth, parte di una serie di immagini proposte in formato monumentale (OCartu/RSI)

A Vevey la fotografia vive insieme alla città

L'ottava edizione di Images Vevey ha registrato un successo straordinario - Oltre 50'000 persone accorse per le originali esposizioni

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Il Duomo di Milano davanti a una stazione FFS? Delle cavallette ugandesi in un bunker a due passi dal Lemano? Una finta propaganda populistica che invade una città svizzera? Tutto ciò e altre 47 proposte hanno animato il mese di settembre a Vevey, per l'ottava edizione della biennale d'arti visive "Images Vevey".

Più di 50 artisti provenienti da oltre 25 Paesi hanno esposto nella città in riva al Lemano all'insegna del motto "Together - La vie ensemble". Come di consueto i visitatori sono stati chiamati a esplorare le strade, i musei e i più improbabili anfratti di Vevey per apprezzare i lavori di svariati artisti internazionali tra cui Martin Parr, Alec Soth, Gillian Wearing e Marina Abramović.

Una chiesa sconsacrata ha ospitato una serie di Bettina Rheims sulle detenute francesi
Una chiesa sconsacrata ha ospitato una serie di Bettina Rheims sulle detenute francesi (OCartu/RSI)

Quest'edizione post-pandemia si chiude domenica 25 settembre segnando un afflusso "straordinario": a Vevey sono giunti più di 50'000 visitatori in 3 settimane. Stando agli organizzatori, l'evento (gratuito) ha attirato molti visitatori da fuori cantone, ma anche dall'estero.

 

Omar Cartulano/ats
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