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In altre parole - con Ida Dominijanni

Ida Dominijanni

Al microfono di Daniel Bilenko

Ex storica firma de “Il Manifesto”, Ida Dominijanni è saggista e filosofa e si occupa di temi sociali, quali le politica, le libertà e i femminismi.

8:30  • 
Radiogiornale
8:50  • 
La rivista
9:00  • 

Laser è un magazine di approfondimento dell’attualità politica, culturale, sociale. Interviene sulla stretta attualità di giornata, solo in casi particolari, di grande rilevanza. Dà spazio anche a tematiche di interesse pubblico o a quante vengono trascurate dai grandi media. Il taglio è storico–sociologico. I registri comprendono interviste, reportage, documentari, incontri biografici. Spazia dal locale all’internazionale, da tematiche accademiche a questioni di vita quotidiana. Presta particolare attenzione alla forma radiofonica, all’abbinamento di contenuti di sostanza con uno stile divulgativo. È il magazine di riferimento della Rete Due per réportages e documentari.

9:30  • 
Notiziario
9:35  • 
Capriccio
9:35  • 
Il concerto.ch - Musiche di Vivaldi.

Estratto dal concerto del 26.03.2021 (Concerti delle Camelie 2021, Sala Sopracenerina, Locarno)
Antonio Vivaldi, Sonata per violino e basso continuo in do maggiore. Suonata a solo facto per Monsieur Pisende
Fiorenza De Donatis, violino; Luca Pianca, baso continuo

Estratto dal concerto OSI del 2801.2021 (CONCERTI RSI-OSI in AUDITORIO 2020-21, Auditorio Stelio Molo RSI, Lugano)
Antonio Vivaldi, Concerto per flauto, archi e basso continuo in sol minore. La notte op. 10/2
Solista e direzione: Maurice Steger, flauto

Estratto dal concerto del 27.11.2020 (Concerti RSI-I Barocchisti 2020, Auditorio Stelio Molo RSI, Lugano)
Antonio Vivaldi, Concerto per 2 violini e orchestra in la mniore op. 3/8 RV 522
Antonio Vivaldi, Concerto per 2 violoncelli, archi e basso continuo in sol minore RV 531
I Barocchisti
Solisti: Walter Zagato e Duilio Galfetti, violini; Mauro Valli e Alessandro Palmeri, violoncelli
Direzione: Diego Fasolis

Estratto dal concerto del 08.02.2020 (Sommets Musicaux de Gstaad 2020, Église, Saanen)
Antonio Vivaldi, da Le Quattro stagioni, Concerto per violino, archi e basso continuo in sol minore. L'estate op.8/2 RV 315: 1. Allegro non molto-allegro
Lausanne Soloists
Solista e direzione: Renaud Capuçon, violino

10:30  • 
Notiziario
11:00  • 

con Ilaria Pilar Patassini e la partecipazione del chitarrista Marcello Peghin, di Sergio Albertoni

Il regno dello Zecchino d'Oro, le sigle dei cartoni animati e degli sceneggiati. Ospite della puntata Francesca Bernardi, fondatrice del coro "I vecchioni di Mariele" e a suo tempo piccola cantante del coro dell’Antoniano. 

11:35  • 
Geronimo - Letteratura (r)

L’odore del sangue

a cura di Massimo Zenari

«L’odore del sangue tende a sconfiggere i suoi interpreti». È così che si presenta la nuova edizione del romanzo postumo di Goffredo Parise, uno dei più importanti intellettuali italiani del Novecento, pubblicato la prima volta nel 1997 da Cesare Garboli e riproposto ora da Silvio Perrella a trentacinque anni dalla morte dello scrittore vicentino. Perrella che con questa rilettura critica edita da BUR contemporanea dà “nuovo suono” ai movimenti remoti di un libro ancora scandaloso e sotto tanti aspetti maledetto.

12:00  • 
Finestra aperta
12:00  • 
RG - Prima pagina
12:15  • 

di Lina Simoneschi Finocchiaro

Ci sono importanti novità che riguardano la biblioteca diocesana: un nuovo comitato scientifico, un nuovo sito internet, un progetto di valorizzazione e riordino e la pubblicazione di un nuovo catalogo che raccoglie gli incunaboli conservati tra i suoi scaffali. Ne parliamo con il bibliotecario Luca Montagner

12:30  • 
Titoli RG
12:35  • 
Pillole di Alice selezione - Libri, storie e idee
12:45  • 
Le voci di Diderot
13:00  • 
Radiogiornale
13:20  • 
Sport in breve
13:21  • 
Meteo
13:30  • 
Colpo di scena (r) - Orlando dei pupi - Divertimento e variazioni su temi di Ludovico Ariosto, di Gryzko Mascioni

Con Oreste Lionello,
Regia Ketty Fusco
28.a puntata

“Ritorna la mia versione affettuosa, divertita e assolutamente libera, arbitrariamente riassuntiva e vagamente aggiornata e parodistica, concepita per la radio, di quel capolavoro della letteratura universale che è l’Orlando di Ludovico Ariosto. Lo spirito gaio e fantasioso, ironico anche se sotto sotto saggio dell’arguto Ludovico, rendeva il gioco possibile: endecasillabi moderni per sintetizzare l’immaginazione più sfrenata che la letteratura abbia mai conosciuto, e una versificazione senza pretese di poesia per resuscitare personaggi che lo stesso grande Ludovico aveva preso a prestito dalle più antiche saghe francesi e che hanno poi dato vita al candito e seducente mondo dei battaglieri e innamorati Pupi siciliani. Da qui il titolo, che dichiara da sé la sola ambizione di un divertimento che può anche invogliare a una lettura più seria e attenta dell’originale. E sarebbe già qualcosa!”

Il testo scritto da Grytzko Mascioni nel 1994 “lanciava” la replica dell’“Orlando dei Pupi” che suddiviso in 46 episodi di 15 minuti ciascuno è stato realizzato nel 1989 con la produzione e la regia (curata assieme a Mino Müller) di Ketty Fusco. Al microfono un interprete DOC: Oreste Lionello attorniato dalle voci storiche del radioteatro (Adalberto Andreani, Antonio Ballerio, Fabio Barblan, Mario Bajo, Enrico Bertorelli, Mario Cei, Luigi Faloppa, Diego Gaffuri, Pinuccia Galimberti, Massimo Loreto, Fabio Mazzari, Annamaria Mion, Vittorio Quadrelli, Alessandro Quasimodo, Pino Romano, Alberto Ruffini, Alarico Salaroli, Luca Sandri, Lauretta Steiner, Flavia Soleri, Silli Togni, Rodolfo Traversa, Mariangela Welti, Tatiana Winteler, Antonio Zanoletti) “l’Orlando dei pupi” radiofonico, consiste in una riscrittura in chiave ironico-giocosa, del poema epico di Ludovico Ariosto “L’Orlando furioso”. Suddiviso in 46 episodi di 15 minuti ciascuno. È stato ideato in modo da rendere accessibile anche all’ascoltatore comune, che lo annovera fra i ricordi scolastici magari un poco sbiaditi, questo capolavoro della letteratura universale.


In estate avremo modo di ricordare la figura di Ketty Fusco attraverso la messa in onda di “Orlando dei Pupi” per il quale è stata produttrice e regista e “Ipotesi donna” una serie interpretata e diretta da Ketty Fusco in onda negli spazi di “Domenica in scena”.

14:00  • 
Reteduecinque - fino alle 17.00
14:32  • 
Incontri d'estate
15:00  • 
Ascolta e vota
15:30  • 
Notiziario
16:30  • 
Notiziario
16:35  • 
Calvino e le lezioni americane 01 (r)

CALVINO E LE LEZIONI AMERICANE
Divagazioni musicali all'incrocio fra critica, interpretazione e fantasia

con Barbara Tartari e Giordano Montecchi

01 - Leggerezza
”Possiamo dire che due vocazioni opposte si contendono il campo attraverso i secoli: l’una tende a fare del linguaggio un elemento senza peso, che aleggia sopra le cose come una nube; l’altra tende a comunicare al linguaggio il peso, lo spessore, la concretezza delle cose, dei corpi, delle sensazioni.”

Il 6 giugno del 1984 Italo Calvino fu ufficialmente invitato dall’Università di Harvard, Cambridge, a tenere le prestigiose Charles Eliot Poetry Lectures, un ciclo di sei conferenze da tenersi durante l’anno accademico. Il termine “Poetry” ha in questo caso un significato ampio e coinvolge ogni forma di comunicazione poetica, dalla letteratura alla musica e all’arte figurativa. Nel tempo sono state invitate personalità quali T. S. Eliot, Igor Stravinsky, Jorge Luis Borges solo per citarne alcuni. Italo Calvino fu il primo scrittore italiano. La scelta del tema da trattare era completamente libera e Calvino si concentrò su alcuni valori letterari da portare con sé nel futuro prossimo millennio, come una sorta di faro da seguire per conservare intatta la fiducia nel futuro della creazione artistica: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità e Molteplicità.
Ogni valore da lui approfondito porta però sempre con sé anche il suo contrario, in una dialettica costante perché solo quest’ultima può rappresentare la complessità del mondo e della sua espressione. E se queste riflessioni diventassero una lente d’ingrandimento attraverso il quale riflettere e divagare in musica? Potremmo costruire forse infiniti percorsi.
Questi sono quelli che hanno disegnato per noi, con estrema libertà e fantasia, Giordano Montecchi e Barbara Tartari.

17:00  • 
Diderot
17:10  • 

Diffondere cultura è partecipare al progresso della società. Così la pensava Denis Diderot, il grande fautore del progetto settecentesco dell’Enciclopedia.

Con Diderot Rete Due vuole restituire la ricchezza, la profondità e la vitalità della cultura contemporanea. Le voci della nostra Encyclopédie radiofonica sono le voci dei protagonisti, che si tratti "delle scienze, delle arti e dei mestieri” o di temi che sempre più investono la nostra società, come l’architettura sostenibile, l’urbanistica, la didattica del Terzo Millennio, la realtà virtuale, i nuovi nazionalismi, l’identità o la post sessualità.

Sempre a contatto col presente e con quanto accade sul territorio, pronti a coglierne potenzialità o aspetti critici, con l’ambizione di essere utile strumento di divulgazione e luogo di confronto.

17:20  • 

Diffondere cultura è partecipare al progresso della società. Così la pensava Denis Diderot, il grande fautore del progetto settecentesco dell’Enciclopedia.

Con Diderot Rete Due vuole restituire la ricchezza, la profondità e la vitalità della cultura contemporanea. Le voci della nostra Encyclopédie radiofonica sono le voci dei protagonisti, che si tratti "delle scienze, delle arti e dei mestieri” o di temi che sempre più investono la nostra società, come l’architettura sostenibile, l’urbanistica, la didattica del Terzo Millennio, la realtà virtuale, i nuovi nazionalismi, l’identità o la post sessualità.

Sempre a contatto col presente e con quanto accade sul territorio, pronti a coglierne potenzialità o aspetti critici, con l’ambizione di essere utile strumento di divulgazione e luogo di confronto.

17:30  • 
Notiziario
17:40  • 

Diffondere cultura è partecipare al progresso della società. Così la pensava Denis Diderot, il grande fautore del progetto settecentesco dell’Enciclopedia.

Con Diderot Rete Due vuole restituire la ricchezza, la profondità e la vitalità della cultura contemporanea. Le voci della nostra Encyclopédie radiofonica sono le voci dei protagonisti, che si tratti "delle scienze, delle arti e dei mestieri” o di temi che sempre più investono la nostra società, come l’architettura sostenibile, l’urbanistica, la didattica del Terzo Millennio, la realtà virtuale, i nuovi nazionalismi, l’identità o la post sessualità.

Sempre a contatto col presente e con quanto accade sul territorio, pronti a coglierne potenzialità o aspetti critici, con l’ambizione di essere utile strumento di divulgazione e luogo di confronto.

18:00  • 

Diffondere cultura è partecipare al progresso della società. Così la pensava Denis Diderot, il grande fautore del progetto settecentesco dell’Enciclopedia.

Con Diderot Rete Due vuole restituire la ricchezza, la profondità e la vitalità della cultura contemporanea. Le voci della nostra Encyclopédie radiofonica sono le voci dei protagonisti, che si tratti "delle scienze, delle arti e dei mestieri” o di temi che sempre più investono la nostra società, come l’architettura sostenibile, l’urbanistica, la didattica del Terzo Millennio, la realtà virtuale, i nuovi nazionalismi, l’identità o la post sessualità.

Sempre a contatto col presente e con quanto accade sul territorio, pronti a coglierne potenzialità o aspetti critici, con l’ambizione di essere utile strumento di divulgazione e luogo di confronto.

18:30  • 
Retedue informa - fino alle 20.05
18:30  • 
Cronache della Svizzera italiana
19:00  • 
Radiogiornale
20:00  • 

Attori dalla spiccata e fine personalità che propongono agli ascoltatori una poesia al giorno. Un momento poetico introdotto ogni volta da un aneddoto di vita. Il motivo, l’accadimento, il passaggio biografico che hanno trasformato la singola poesia  in un ricordo emotivo.

20:05  • 
Prima fila - fino alle 22.35
20:30  • 
Festival d'estate

J.S.Bach, Cantata 21; Magnificat
Coro RSI
Ensemble Vanitas
Dir. Diego Fasolis

22:30  • 
Notiziario
22:31  • 
Meteo
22:35  • 
Notturno - fino alle 06.00
22:35  • 
Laser (r)

Viaggio nelle lingue italiane
La Lombardia

a cura di Franco Brevini

Come si parla oggi in Lombardia? Sono trascorsi otto secoli dalla pungente satira che Dante riservò alle lingue dei lombardi, ma in questa terra il blasone comico grava ancora su alcune varietà, come quella bergamasca. Eppure il capoluogo orobico si trova solo a una manciata di chilometri da Milano, dove, secondo i linguisti, sarebbe nato il nuovo italiano standard.
In questo viaggio attraverso le vocalità difformi dell’italiano regionale e del dialetto, tra tradizione e modernità, Franco Brevini ci offre un quadro dell’odierno parlar lombardo. Ne esce il ritratto di una regione che esprime tutte le contraddizioni di un Paese investito da un travolgente sviluppo, ma ancora assai legato alle proprie origini. Di là da ogni omologazione, la Lombardia linguistica si presenta come un grande mosaico, in cui usi, varietà, parlate convivono una accanto all’altra.

23:00  • 
Birdland (r) - Keith Jarrett piano solo: gli anni Duemila

Keith Jarrett piano solo:
gli anni Duemila (3./5)

Con Claudio Sessa

Proprio in concomitanza con la pubblicazione di Budapest Concert nell’ottobre scorso, aveva fatto scalpore la notizia che Keith Jarrett non sarebbe più tornato sui palcoscenici. La notizia era nell’aria ma non ancora ufficiale. È diventata tale dopo un’intervista apparsa sul New York Times, nella quale il grande pianista statunitense confessava che a causa di due ictus ravvicinati l’uso della mano sinistra era ormai compromesso e ciò non gli permetteva più di suonare.
Claudio Sessa ripercorre in questa serie di “Birdland” l’ultima fase creativa del pianista per quanto attiene ai suoi recital in solo, in particolare gli album pubblicati dall’inizio del nuovo secolo ad oggi, da “Radiance” (2002) alla registrazione live a Budapest (del 2016). Una serie di lavori dove emerge una concezione radicalmente diversa da quella del periodo 1970-90: allora lunghe suites ininterrotte dove le idee musicali si fondevano una nell’altra, più di recente l’idea di brani brevi, spesso con strutture “chiuse”.

23:30  • 

Più che dal celebre romanzo di Francis Scott Fitzgerald, il titolo prende spunto dai versi che ispirarono lo stesso Fitzgerald: “Tenera è la notte / e chissà, forse la Regina Luna è sul suo trono / circondata da una miriade di Fate stellate”.

I versi sono tratti dalla poesia “Ode all’usignolo” di John Keats. Un accostamento forse ambizioso e certo romantico, proprio perché abbiamo voluto immaginare la notte come un alveo di reciproca premura, con la luna (la Regina Luna) come unica sentinella in un firmamento trapunto di stelle (le Fate Stellate). La radio è una voce amica, a maggior ragione se rimane accesa ad ore tarde. La distanza fra i suoni emessi dagli altoparlanti e le orecchie di chi ascolta si assottiglia, l’attenzione si fa più vigile, e come d’incanto ci si ritrova immersi in una bolla d’intimità che ha probabilmente molto a che fare con una mutata propensione all’ascolto.

Di che cosa è fatta la musica di Tenera è la notte? Beh, in buona parte di suoni e di voci che si sforzeranno di articolare una drammaturgia sospesa fra lo stato di veglia e l’incombenza del sonno. Jazz, canzone d’autore, musica da camera, spruzzi di elettronica e tentazioni oniriche di varia natura. Non sarà tanto una questione di “generi musicali”, quanto una cifra di fondo inclinata alla morbidezza, un suono della notte che si vuole alieno dalla narcosi dell’ascolto ma pur sempre attento a non urtare i sensi nell’ora i cui essi (i sensi) vanno accuditi e vezzeggiati con maggior cura. O, per dirla altrimenti: musica per orecchie sensibili.

0:00  • 
Notturno - fino alle 06.00
0:30  • 
Radiogiornale notte
0:38  • 
Meteo
0:38  • 
Sport in breve
0:40  • 
Tenera è la notte
1:30  • 
Radio svizzera classica

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