Clemens Meyer, "Eravamo dei grandissimi" (dettagli copertina) (kellereditore.it)

"Eravamo dei grandissimi"

di Natascha Fioretti

GERONIMO
Libri
Mercoledì 15 novembre 2017 alle 11:35
Replica alle 23:33

 

"Certo ai tempi ci divertivamo anche un sacco ma in quel che facevamo c'era sempre dentro una sorta di smarrimento che non riesco a spiegare" dice il giovane Daniel, Dani per gli amici, nel voltarsi indietro a ricordare quegli anni a Lipsia, gli anni in cui lui e i suoi amici si sentivano dei grandissimi, gli anni in cui tutto cambiò, caddero il muro, il comunismo e all'improvviso tutto fu possibile. La storia di Daniel, Mark, Paul e Rico è il ritratto generazionale di un gruppo di giovani nati e cresciuti a cavallo tra la fine della DDR e l'inizio di una nuova era senza più un muro frapposto tra est e ovest. La loro è una danza selvaggia, racconta l'autore Clemens Meyer, una danza alla sopravvivenza in un mondo libero e al tempo stesso insidioso, privo di punti di riferimento. I ragazzi si divertono, si sentono liberi di consumare droghe, alcool in grande quantità, di rubare, ma al tempo stesso provano un forte senso di smarrimento e di disorientamento, una malinconia che non li lascia mai. La loro è anche una grande storia di amicizia e di tradimenti e, alla fine, tra una sregolatezza e l'altra che porta anche alla morte di due amici, questi ragazzi, questi giovani uomini ribelli si spezzano e falliscono.

Come scrisse tempo fa il critico letterario Rainer Moritz a proposito del romanzo di Clemens Meyer "Eravamo dei grandissimi", era da tempo che il panorama letterario tedesco aspettava uno scrittore di questo calibro. Classe 1977, nato a Halle and der Saale e cresciuto a Lipsia, Clemens Meyer descrive il mondo e le sue storie universali dal suo privilegiato osservatorio cittadino. Vincitore di numerosi premi letterari tra quali il Preis der Leipziger Buchmesse (2008) e il Bremer Literaturpreis (2013), autore di numerosi romanzi e raccolte di romanzi brevi, "Eravamo dei grandissimi" è la sua prima opera tradotta in italiano da Roberta Gado e Riccardo Cravero per Keller editore (2016).

 

 

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