Il problema non è l'uso ma l'abuso dei videogiochi (keystone)

Dipendenza da videogiochi

Patologia emergente, il disturbo da gioco è classificato dall’OMS come malattia mentale

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La sua sigla è IGD, che sta per Internet Gaming Disorder, ossia disturbo da gioco su internet. Una patologia con crescente rilevanza che viene oggi presa in considerazione nei due principali manuali di classificazione delle malattie mentali: il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders e l’International Classification of Diseases.

Nelle due classificazioni, trattandosi di un disturbo di recente insorgenza, si trova ancora in forma di “bozza e richiederà dunque ulteriori ricerche per essere meglio descritto e definito. Dagli studi fatti finora, risulta che questo disturbo, pericoloso perché causa dipendenza, sia più comune negli adolescenti tra i 12 e i 20 anni e più diffuso nei paesi asiatici rispetto al Nord America e all’Europa.

Al momento attuale non esiste uno strumento standard per classificare il disturbo e pertanto il suo tasso di prevalenza è ancora incerto. Le ricerche preliminari indicano comunque che colpisce tra lo 0,5 e il 6 per cento della popolazione. Numerosi i fattori di rischio e la cronicizzazione sembra essere più probabile in persone con depressione, ansia, fobia sociale, disadattamento famigliare e problemi di attenzione.

Gli studi suggeriscono che quando le persone affette da IGD sono immerse nei giochi su Internet, alcuni percorsi nel loro cervello sono innescati direttamente e con la stessa intensità di un tossicodipendente quando assume la sostanza. Il gioco sollecita così una risposta neurologica che influenza i sentimenti di piacere e ricompensa e il risultato, all’estremo, si manifesta come comportamento di dipendenza.

L’inclusione dell’IGD come patologia è un grande progresso, che consentirà a ricercatori e clinici di studiare e trattare questa condizione. La ricerca è ancora nelle fasi iniziali. Sono necessari studi sul corso naturale della condizione, nonché sui fattori di rischio e su quelli protettivi. Una migliore conoscenza sarà importante per guidare gli sforzi sia per la prevenzione che per il trattamento.

Modem ne parla con:
Sara “KuroLily”, giocatrice professionista e youtuber
Antonia Cimini, collaboratrice RSI a Pechino
Stefano Maccarinelli, sviluppatore di videogiochi Stelex Software
Dario Gennari, psicologo di Ingrado