Si profilano ritocchi di peso (keystone)

L’AVS prossima ventura

Partito il dibattito sulla revisione

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Al Consiglio degli Stati è in corso il lungo dibattito sulla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 presentata dal Consigliere federale, Alain Berset. Una riforma che prevede la modifica di ben 14 leggi con l’obiettivo di scongiurare un possibile deficit annuo per l’Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) di 9 miliardi di franchi nel 2030.

Nei primi 2 giorni di dibattito la Camera dei Cantoni ha accolto alcuni punti chiave del progetto, come l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne, il pensionamento flessibile tra 62 e 70 anni per tutti, la diminuzione dal 6,8% al 6,0% del tasso di conversione per le rendite della cassa pensione e la riduzione della deduzione di coordinamento. In contropartita è stato approvato l’aumento di 70 franchi mensili delle rendite del Primo pilastro ed un aumento del tetto della rendita per coniugi. All’ordine del giorno rimane ancora un tema scottante da affrontare: la decisione sull’innalzamento dell’IVA che potrebbe oscillare fra l’1 e l’1,5%.

Se alla Camera alta l’accoglienza della riforma dell’AVS sembra dunque piuttosto positiva, la battaglia si annuncia molto più aspra al Consiglio nazionale dove le posizioni divergono notevolmente fra sinistra e destra.

Per parlarne a Modem in diretta dalla Sala dei passi perduti di Palazzo federale a Berna, intervengono:

Marina Carobbio, Consigliera nazionale PS (TI);

Ignazio Cassis, Consigliere nazionale PLR (TI);

Giuliano Bonoli, professore di politiche sociali presso l'IDHEAP (Institut des hautes études en administration publique) a Losanna.