Edizione del 07.11.2019

La riforma fiscale della discordia

Come altri cantoni in precedenza, anche il Ticinoi ha dato luce verde alla riforma fiscale. Dopo un dibattito fiume in Gran Consiglio, si va verso un adeguamento della fiscalità delle imprese alla legge nazionale, anche se la minoranza ha contestato questa decisione.

Sostanzialmente, con una manovra da 106 milioni di franchi, il Cantone vuole rimanere competitivo attraverso degli sgravi a imprese e persone fisiche, con la riduzione dell'imposta sull'utile delle persone giuridiche e l'abbassamento del moltiplicatore cantonale a vantaggio dei cittadini. Al contempo, il pacchetto prevede anche investimenti per una trentina di milioni nel settore della scuola e della socialità.

La maggioranza del Parlamento ticinese preme dunque per sgravi più incisivi, mentre l'area progressista è pronta a dare battaglia - anche con un referendum - se non si opterà per una versione più soft. A loro dire si favoriscono ancora troppo le aziende multinazionali presenti sul nostro territorio. 

Con noi:

Anna Biscossa, granconsigliera socialista e firmataria del rapporto di minoranza

Alex Farinelli, granconsigliere PLR e co-relatore del rapporto di maggioranza

Samuele Vorpe, docente di fiscalità alla SUPSI

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