Un recente rapporto presentato al World Economic Forum di Davos rivela che entro il 2020 i robot si prenderanno 5 milioni di posti di lavoro prima occupati da altrettanti uomini in 15 Paesi del mondo. Un'evoluzione è in corso, in particolare nell'industria ma ci sono anche altre aree in cui i robot potrebbero essere impiegati come per esempio la robotica di servizio, per l’assistenza a persone anziane e disabili. Di qui il timore che l'intelligenza artificiale possa sostituire completamente il lavoro umano, cosa che sta già in parte accadendo in Cina, Giappone o Stati Uniti.
La questione crea dibattito, nel quale recentemente si è inserito anche Bill Gates. Il patron di Microsoft ha lanciato l'idea di tassare i robot che svolgono lavori umani. Gates si dice ottimista sulla prospettiva di una forza lavoro fatta soprattutto da robot, convinto che i lavori svolti da esseri umani saranno sempre necessari.
I robot sono veramente una minaccia per i posti di lavoro dell'uomo? Come affrontare un'evoluzione che sembra inevitabile? Bisogna ripensare economia, formazione o rapporto tra parti sociali?
Modem ne parla con:
Christian Marazzi, economista, docente Supsi
Emanuele Carpanzano, direttore Dipartimento tecnologie innovative alla Supsi
Gianpaolo Vitali, docente economia industriale all’Università di Torino
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https://www.rsi.ch/s/703681








