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Il picchio

Con Lara Montagna

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Il picchio

Il picchio

Con Lara Montagna

 

Tutti conoscono il picchio, se non altro per la sua abitudine di martellare letteralmente il tronco degli alberi col becco.

Fondamentalmente sono uccelli arrampicatori, capaci di scalare i tronchi senza l’uso delle ali ma comunque buoni volatori. Per renderli adatti a questo stile di vita, le loro zampe presentano zigodattilìa.

Ciò significa che due dita sono rivolte in avanti e due sono rivolte all’indietro: una conformazione ben diversa dalla stragrande maggioranza degli uccelli, dove le dita rivolte in avanti sono tre e quella rivolta indietro è una. Una tale caratteristica aiuta i picchi ad aggrapparsi ai tronchi con maggior facilità.

L’abitudine di martellare i tronchi col becco ha principalmente lo scopo di procacciarsi il cibo (il picchio si nutre principalmente di insetti e larve del legno) e di creare anfratti per nidificare, ma il suono martellante prodotto ha anche un significato territoriale. I picchi colpiscono il tronco svariate decine di volte al secondo, e il becco a forma di scalpello maciulla letteralmente la corteccia e il legno.

Le sorprese dei picchi, però, non finiscono qui: il loro cranio, per resistere a questo enorme numero di urti e decelerazioni, ha sviluppato un’altissima densità minerale e un’architettura particolare, caratterizzata da lamelle ossee che rendono la struttura interna del cranio simile a una spugna.

Chiara Scandolara, ornitologa di Ficedula e Pia Giorgetti Franscini, mediatrice del Museo Cantonale di Storia naturale di Lugano, ci parleranno del picchio rosso, verde e nero.