La Svizzera è in fase di degrado: l’allarme è stato lanciato dal presidente dell’UDC Marcel Dettling (SZ) oggi, sabato, davanti ai delegati riuniti a Näfels (GL) in assemblea. Il partito torna anche a puntare il dito contro la scuola pubblica, considerata in grave crisi.
“Occorre fermare questa deriva e rimettere la Svizzera in carreggiata”, ha affermato Dettling, tracciando un bilancio allarmante a metà legislatura. Ha attaccato con veemenza il “caos dell’asilo”, responsabile secondo lui di un’esplosione dei costi e della criminalità.
Radiogiornale delle 12.30 del 24.01.2026: La corrispondenza di Roberto Scolla sull’assemblea dei deldegati UDC
RSI Info 24.01.2026, 12:30
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Il consigliere nazionale ha invocato un ritorno ai valori tradizionali svizzeri e cristiani, denunciando un’élite politica decadente che - a suo avviso - ha causato il declino del Paese e compromesso la sovranità elvetica di fronte a UE e NATO.
Catastrofe educativa
Ha poi parlato di “catastrofe educativa”: aumento della violenza, riforme fallite e calo del livello formativo. L’UDC accusa gli altri partiti di sottovalutare il problema e propone soluzioni concrete.
A questo proposito, i delegati hanno approvato un intero pacchetto di richieste per “salvare la scuola pubblica”. “I bambini devono tornare a imparare le basi: leggere, scrivere, far di conto”, ha dichiarato il consigliere nazionale UDC zurighese Benjamin Fischer. Secondo il partito, la scuola non riesce più a svolgere questo compito a causa dell’immigrazione.
Fischer ha indicato che con il 20% di allievi di lingua straniera in una classe l’insegnamento diventa complicato, con il 30% quasi impraticabile. Per questo l’UDC chiede un tetto massimo per classe. I bambini dovranno inoltre dimostrare di conoscere la lingua d’insegnamento con un test obbligatorio prima dell’inizio della scuola: chi non supera la prova dovrà frequentare un anno in una classe preparatoria.
Anche i genitori saranno chiamati a collaborare: l’UDC propone sanzioni fino alla revoca del permesso di soggiorno in caso di mancata cooperazione.
Basta cellulari a scuola
Il partito giudica fallito l’esperimento dell’insegnamento integrativo: bisogna smettere subito di “voler integrare a ogni costo” e bisogna con urgenza reintrodurre le cosiddette classi speciali.
Vuole inoltre vietare i telefoni cellulari in tutte le scuole del Paese, promuovendo al contempo materie “tradizionali” come economia domestica, lavori manuali, disegno e educazione fisica. Le proposte saranno portate avanti a livello cantonale, senza coinvolgere la Confederazione: “In educazione prevale il federalismo”, ha ricordato il partito.
Le raccomandazioni di voto dell’UDC
In vista delle votazioni federali del prossimo 8 marzo, l’UDC ha formulato le proprie raccomandazioni di voto. Il partito respinge l’imposizione individuale, con 321 voti contro 20 e un’astensione. La maggioranza dei delegati ritiene che questa riforma fiscale crei “un mostro burocratico”. Inoltre, la proposta andrebbe a beneficio solo delle coppie con doppio reddito e delle famiglie benestanti, penalizzando invece i ceti bassi.
L’UDC sostiene l’iniziativa “200 franchi bastano (Iniziativa SSR)“ con 370 voti a favore, 10 contrati e 3 astensioni. L’iniziativa chiede la riduzione del canone radio-tv a 200 franchi nonché l’esenzione completa delle aziende.
Nella serata di venerdì il comitato direttivo del partito aveva già deciso di respingere l’Iniziativa per un fondo per il clima e di accogliere quella su denaro contante e il rispettivo controprogetto.






