Tulsi Gabbard ha rassegnato venerdì le dimissioni dalla guida dell’intelligence statunitense, con effetto alla fine di giugno. La 45enne in una lettera postata su X si dice “estremamente riconoscente per la fiducia accordata” e spiega ufficialmente la sua scelta con la necessità di stare vicina al marito, al quale è stata diagnosticata una rara forma di cancro osseo.
La lettura di alcuni media è diversa, sebbene Donald Trump su Truth ne abbia lodato “il lavoro incredibile”. Per fonti citate dalla Reuters, Gabbard sarebbe stata costretta a lasciare il posto. Scettica sul coinvolgimento americano in guerre all’estero, Gabbard è stata esclusa dalla pianificazione della cattura di Nicolas Maduro. Nelle scorse settimane, inoltre, il suo più stretto consigliere e direttore dell’antiterrorismo Joe Kent si era dimesso postando una lettera in cui criticava Israele per aver ingannato Donald Trump e averlo spinto a credere che il regime di Teheran fosse una minaccia imminente.
A sostituire ad interim Tulsi Gabbard sarà l’attuale vice Aaron Lukas. Prima di Gabbard, avevano già dovuto lasciare posti importanti nell’amministrazione Trump l’Attorney General Pam Bondi e la responsabile dell’Homeland Security Kristi Noem.
TG 20.00 del 22.05.2026






