Economia e Finanza

La nuova Ferrari elettrica “Luce” scatena la polemica

La prima vettura totalmente elettrica di Maranello fa discutere e divide: l’ex CEO Montezemolo la boccia duramente, mentre mercato e analisti si spaccano tra critiche e fiducia nel progetto

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La nuova Ferrari "Luce", con un design e un'identità che dividono l'opinione pubblica

La nuova Ferrari "Luce", con un design e un'identità che dividono l'opinione pubblica

  • ferrari.com
Di: Giulio Rezzonico  

La nuova Ferrari “Luce”, il primo modello elettrico in assoluto del cavallino rampante, doveva aprire un nuovo capitolo nella storia di Maranello e in effetti lo ha fatto, ma probabilmente non come Ferrari sperava. Svelato martedì alla Vela di Calatrava di Roma da Lewis Hamilton e Charles Leclerc, il modello ha immediatamente polarizzato pubblico, tifosi, stampa specializzata e investitori. Il giorno della presentazione, il titolo Ferrari ha perso oltre l’8% a Milano e più del 5% a Wall Street, bruciando circa 4 miliardi di euro di capitalizzazione. Dietro la reazione prevalentemente negativa non ci sono però tanto i numeri o le prestazioni, quanto una questione più profonda: l’identità stessa della Ferrari.

“Quella non è una vera Ferrari”, ma c’è anche chi la difende

La critica più dura è arrivata forse da Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente simbolo dell’epoca Schumacher, che ha parlato apertamente di un rischio della “distruzione di un mito”, arrivando a commentarla senza tanti giri di parole: “Almeno si tolga il Cavallino da quella macchina”. Una frase che ha sintetizzato il sentimento dominante tra molti appassionati; il nuovo modello elettrico viene percepito infatti come troppo distante dai codici storici Ferrari. Tralasciando il motore totalmente elettrico (che per alcuni non è un problema), il sentimento generale sembra essere quello di una rottura con l’immaginario del marchio. La Ferrari Luce costa circa 500’000 franchi, è una vettura a cinque posti e quattro porte, lunga oltre cinque metri e pesante più di 2,2 tonnellate, con un design firmato da LoveFrom di Jony Ive e Marc Newson che sui social è stato paragonato a una Tesla, a una Honda Accord o addirittura a “un iPhone su ruote”. Anche Flavio Briatore - imprenditore e storico dirigente di Formula 1 - ha attaccato il progetto, con una battuta che non è passata in sordina: “Questa auto ha un gran vantaggio: almeno i cinesi non ce la copieranno”, ha dichiarato. Accanto alle critiche, esistono però anche letture più favorevoli. Flavio Manzoni, chief designer Ferrari, ha ricordato che anche la Purosangue venne contestata al debutto prima di trasformarsi in un successo commerciale. Alcuni analisti ritengono invece che il contraccolpo social non rifletta necessariamente la domanda reale del mercato, sottolineando come Ferrari continui a mantenere margini e solidità superiori a gran parte del settore automotive.

La nuova elettrica del Cavallino Rampante

Fonte: ferrari.com

Prestazioni da top di gamma, ma paragonabili alla concorrenza

Sul piano tecnico, la Ferrari Luce resta comunque una vettura impressionante: 1’050 cavalli, 0-100 in 2,5 secondi, con oltre 530 chilometri di autonomia e architettura a 800 volt. Numeri assurdi, è vero, ma che non bastano più a dominare il segmento elettrico ad alte prestazioni. A titolo di paragone, la Lucid Air Sapphire accelera più forte, la Rimac Nevera gioca in un’altra categoria e persino Porsche Taycan Turbo GT e Tesla Model S Plaid offrono prestazioni comparabili a prezzi decisamente inferiori. Ferrari sposta tuttavia il discorso su un altro piano: dinamica di guida, sensazioni, software e coinvolgimento emotivo sono secondo la casa automobilistica di un altro livello. Da qui, anche la scelta di non simulare artificialmente il rumore di un V12, ma di amplificare le vibrazioni reali del powertrain elettrico tramite un sistema sviluppato internamente.

Abbandonare il motore termico completamente non è un’opzione

Dietro la nuova Ferrari Luce c’è però una strategia molto precisa dettata da John Elkann e Benedetto Vigna. Ferrari insiste sul fatto che l’elettrica non rappresenti una sostituzione della gamma tradizionale, ma “un’aggiunta”. Non è dunque “una transizione” come molti avrebbero potuto pensare: Ferrari ha anche corretto il piano 2030, dimezzando la quota prevista per i modelli elettrici dal 40 al 20%. Il marchio di Maranello continuerà a investire fortemente su V6, V8 e V12, che riflette - per certi versi - un dato ormai evidente, ossia che il mercato delle sportive elettriche di lusso cresce meno del previsto. Riguardo a ciò, anche Lamborghini ha rallentato i propri programmi per le vetture totalmente elettriche; Aston Martin e Bentley hanno rinviato progetti analoghi e persino Rimac fatica a vendere le sue e-hypercar. L’idea di Ferrari sembra dunque essere più quella di un prodotto molto di nicchia, destinato soprattutto a nuovi clienti e collezionisti attratti dall’idea di possedere “la prima Ferrari elettrica”.

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La prima Ferrari 100% elettrica

Prima Ora 25.05.2026, 18:00

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