Oltre il Festival

A Sanremo Achille Lauro omaggia le vittime di Crans-Montana

Una esibizione intensa: Achille Lauro trasforma la fragilità in poesia. Niente retorica, solo un momento di autentica umanità condivisa

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Achille Lauro durante l'esibizione del brano Perdutamente

Achille Lauro durante l'esibizione del brano Perdutamente

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Di: EBo 

Luci soffuse, un coro sullo sfondo, un microfono. Non servono grandi scenografie per trasmettere un messaggio intimo e solenne che va al di là di questioni politiche che lasciano il tempo che trovano. Achille Lauro ieri ha portato sul palco una delle sue interpretazioni più misurate e mature, scegliendo di dedicare il brano alle vittime della tragedia di Crans-Montana senza trasformare il dolore in spettacolo né scivolare in retoriche identitarie.

La canzone si muove su un registro intimo, quasi sospeso, e mette al centro la vulnerabilità, la sensazione di essere «appesi a un filo» che accomuna ogni vita umana quando il destino si spezza all’improvviso. Lo dice con una delle immagini più potenti del brano: «E se bastasse una notte per farci sparire, cancellarci in un lampo come un meteorite». Una frase che restituisce la fragilità dell’esistenza senza indulgere nel patetico, trasformando il dolore in consapevolezza.

Ecco, in fondo, il vero potere dell’arte. Se la politica spesso divide, la musica al contrario aiuta a ricucire. Mentre il dolore isola, una canzone tende una mano, fa una carezza. Le note attraversano confini, superano le differenze trasformandole. Nel silenzio lasciato da una tragedia, la forza della parola e del suono diventa un ponte: fragile, ma capace di portare insieme chi soffre e chi ascolta.

Forse è questo il compito più profondo dell’arte: ricordarci che, prima di tutto, siamo esseri umani e che nessun confine, nessuna appartenenza, nessuna distanza può spegnere la possibilità di sentirci vicini. Ed è proprio il carattere universale della musica ad essere protagonista durante il tributo di Lauro, che con eleganza e delicatezza ha regalato un momento di profondo raccoglimento.

Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita e che non sia solo intrattenimento, ma qualcosa di molto più viscerale. Se questa canzone è riuscita a confortare anche solo una persona, per noi era un dovere.

Le parole di Achille Lauro dopo l’esibizione

Lauro non cerca il colpo di scena né la polemica: preferisce un linguaggio essenziale, fatto di immagini delicate e di un’emotività trattenuta, che lascia spazio al silenzio e all’ascolto. È proprio questa scelta di sottrazione a rivelare una grande maturità artistica e una sensibilità rara, capace di rendere omaggio alle vittime senza appropriarsi della loro storia, trasformando la fragilità in un gesto di rispetto e di umanità condivisa. La presenza del soprano Valentina Gargano e di un coro di venti elementi ha aggiunto una dimensione corale e rispettosa, sottolineata anche dai quotidiani che hanno parlato di un omaggio «da brividi» e «profondamente umano».

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Non ci resta che... 25.02.2026, 10:30

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