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Montreux Jazz Festival, sessant’anni fra le stelle

Da Miles Davis a Prince, da Nina Simone a David Bowie, l’intuizione di Claude Nobs ha trasformato la cittadina romanda in uno dei centri pulsanti della grande musica

  • Un'ora fa
Miles Davis sul palco del Montreux Jazz, 1985

Miles Davis sul palco del Montreux Jazz, 1985

  • Keystone
Di: RigA 

Quella che si chiuderà il 18 luglio 2026 è la sessantesima edizione del Montreux Jazz Festival. Una manifestazione da circolino rosso sul calendario degli appassionati di musica, nata nel 1967 su iniziativa di Claude Nobs, Géo Voumard e René Langel nella località turistica sul lago Lemano.

Nobs sarà molto di più di un fondatore-patron: diventerà un’icona della musica internazionale, un padrone di casa attento e premuroso, capace di convincere i più grandi artisti a partecipare al Festival.

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L'imprenditore svizzero Claude Nobs (1936 - 2013)

Claude Nobs

Musicalbox 29.08.2025, 17:00

  • Imago Images
  • Alessandro De Rosa e Charlie Rapino

Un firmamento di stelle

Fare elenchi forse non starà bene, ma è impossibile prescindere dall’esercizio quando si parla di Montreux, dove hanno suonato Miles Davis (dieci volte), Herbie Hancock, Nina Simone, Ella Fitzgerald. E ancora: Aretha Franklin, Deep Purple, Frank Zappa, Ray Charles, David Bowie, Prince, B.B. King, Sting, Marvin Gaye. Quest’ultimo si esibì un’unica volta nel 1980, dopo un estenuante tira e molla. Restio a far filmare i suoi concerti, fu convinto da Nobs dopo che gli mostrò alcuni dei filmati in archivio. Gaye rimase impressionato dalla qualità e dalla cura del materiale, e acconsentì.

Smoke on the Water

Nell’inverno del 1971, durante un concerto di Frank Zappa, scoppiò un incendio nel casinò cittadino, fin lì sede principale del Festival. I Deep Purple, che si trovavano a Montreux per registrare un disco, si ispirarono all’episodio per la loro Smoke on the Water.

Meta prediletta

Claude Nobs riuscì a instaurare legami con diversi grandi della musica, che scelsero Montreux per registrare i loro dischi attratti dalla tranquillità del luogo e dalla presenza dei Mountain Studios, fra i più avanzati d’Europa. Alcuni di loro si trasferirono in Romandia anche per questioni fiscali.

Proprio a Montreux nacque una delle collaborazioni più importanti della storia del rock: lì i Queen e David Bowie incisero Under Pressure. Alcune ricostruzioni attribuiscono un ruolo a Claude Nobs, che avrebbe incoraggiato Queen e Bowie a entrare in studio per registrare qualcosa durante una grigliata.

Un patrimonio culturale

Da Jean Tinguely, che nel 1982 creò lo storico logo, a Keith Haring e Andy Warhol, autori in tandem del manifesto per il ventesimo anniversario, Montreux Jazz ha saputo creare connessioni al di là del mondo musicale.

Nel 2013, dopo la morte di Claude Nobs, la collezione audiovisiva del Festival è stata iscritta nel Registro della Memoria del Mondo dell’UNESCO. Un archivio che conta oltre 5’000 ore tra registrazioni audio e video dei concerti.

Oggi il Montreux Jazz è un evento che attira 250’000 spettatori da tutto il mondo, che si godono i 700 concerti e attività (la maggior parte dei quali gratuiti) distribuiti fra 15 palchi.

Grazie alla visione di Claude Nobs, il Festival ha trasformato la cittadina romanda nel centro pulsante della grande musica internazionale.

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I 60 anni del Montreux Jazz festival

Telegiornale 02.07.2026, 20:00

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