“Cos’è la percezione della realtà? È la capacità di catturare, processare e dare senso a ciò che ricevono i nostri sensi. Dunque, se puoi ascoltare, vedere, toccare o annusare qualcosa, quello che i tuoi sensi catturano è reale?”. Se lo chiedeva, in un video postato su Youtube, Morgan Freeman, uno degli attori più noti e apprezzati di Hollywood. Il quale però, alla fine della clip, dichiarava: “Non sono Morgan Freeman e quello che vedi non è reale. E se ti dicessi che non sono nemmeno un essere umano? Mi crederesti?”. Quello che gli spettatori avevano appena visto e sentito era un deepfake, cioè una nuova applicazione dell’AI e del machine learning in grado di rendere i confini tra vero e falso molto labili. Benvenuti nell’era della realtà sintetica e … dell’intelligenza artificiale.
Più recentemente l’italo-americano Giacomo Miceli, creativo informatico programmatore e imprenditore, si è spinto oltre realizzando con uno dei tanti nuovi strumenti per la sintesi vocale (come il VALL-E di Microsoft) una conversazione tra il cineasta tedesco Werner Herzog e il filosofo sloveno Slavoj Zizek: una discussione avvincente, anche perché i due intellettuali esprimono opinioni coerenti con le loro idee e il loro modo di pensare, e parlano in inglese con i propri accenti caratteristici. Conversazione realizzata di fatto da due chatbot.
Come spiega lo stesso Miceli in un articolo pubblicato sul numero di Le Scienze di giugno 2023, che ne riporta alcuni stralci, “ho realizzato questa conversazione per lanciare un avvertimento. Il progresso delle tecniche dette di apprendimento automatico hanno fatto sì che realizzare deepfake - falsificazioni profonde -, cioè immagini video o discorsi incredibilmente realistici ma fasulli - sia ormai troppo facile, e che la qualità dei falsi sia troppo alta. Allo stesso tempo le intelligenze artificiali fatte per generare linguaggio riescono a sfornare un sacco di testo rapidamente e a basso costo. Usate insieme, queste tecnologie possono fare ben di più che mettere in scena una conversazione infinita: sono in grado di inondarci con un’alluvione di informazioni manipolate”.
E quindi produrre disinformazione su larga scala.
“Se una sequela di chiacchiere generate da AI può sembrare plausibile, figuriamoci quali e quante siano le possibilità di usare un parlato all’apparenza realistico per rovinare la reputazione di un politico, ingannare un imprenditore o semplicemente distrarre il pubblico con informazioni false o distorte che però suonano come un notiziario letto da un essere umano".
E questa è solo una delle tante, incredibili, e recenti applicazioni della AI.
Non è un caso che a inizio maggio alcuni dei più importanti dirigenti delle società statunitensi protagoniste della ricerca sull'intelligenza artificiale (Google, Microsft e Open AI, la società che ha creato ChatGpt) hanno partecipato a un incontro alla Casa Bianca per discutere rischi e opportunità dei sistemi di intelligenza artificiale. “Ciò che state facendo ha un enorme potenziale, ha affermato il presidente Biden, e rappresenta un enorme pericolo”. Perciò, ha aggiunto la vicepresidente Kamala Harris, ”abbiamo l’obbligo morale di limitare i rischi”.
L’intelligenza artificiale
Falò 08.06.2023, 21:10
Certo, prima dovremmo capirci su cosa si debba intendere per “intelligenza artificiale, di cui non esiste ancora una definizione universalmente riconosciuta. Più facile a dirsi che a definirsi, anche perché in realtà stiamo ancora facendo i conti con i tanti misteri che continuano ad avvolgere il funzionamento dell’intelligenza e della mente umana, cui si sono ispirati i creatori della machine learning - la macchina che impara, che si basa proprio su un modello ispirato alle reti di neuroni che fanno funzionare il nostro cervello.
Quel che è certo è che l’AI, così come la conosciamo oggi, è una black box, una scatola nera, poiché non riusciamo a spiegare fino in fondo come funziona e a determinare perché generi i risultati che genera. Per gli scienziati capire le AI è sempre più difficile. L’opacità dei processi che il sistema compie, e la loro inesplicabilità (che caratterizza anche il cervello umano) è uno dei motivi di preoccupazione da parte non solo di governi e politici ma anche di alcuni dei più importanti addetti ai lavori. Tra questi anche Geoffrey Hinton, considerato uno tra i ricercatori più influenti nello sviluppo dell'apprendimento profondo: il pioniere delle reti neurali artificiali ha infatti da poco lasciato Google, dove lavorava da più di dieci anni proprio allo sviluppo delle intelligenze artificiali, per poter parlare liberamente dei rischi dell'AI e delle eventuali conseguenze dell’introduzione di sistemi poco testati.
Non solo. In una lettera aperta pubblicata a fine maggio dal Center for AI Safety, un’organizzazione statunitense senza scopo di lucro, e firmata da oltre 350 responsabili del settore, compresi alcuni dirigenti delle principali aziende impegnate nello sviluppo delle AI come OpenAI e Google, si legge che i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero portare a una minaccia «esistenziale» per l’umanità, e che quindi i loro rischi dovrebbero essere considerati al pari di quelli delle pandemie e delle guerre nucleari. Posizione simile a quella di Elon Musk, l’uomo del turismo spaziale che sogna la conquista di Marte, secondo il quale l’IA, ampiamente applicata nei suoi razzi, è il più grave rischio esistenziale che l’umanità abbia di fronte.
AI, che scoperta!
RSI Info 11.03.2023, 18:00
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Ma è l’Europa ad aver compiuto, poche settimane fa, il primo passo verso la regolamentazione dell’intelligenza artificiale (IA), attraverso l’introduzione della prima normativa al mondo sull’AI. Il provvedimento è in preparazione da più di due anni, ma negli ultimi tempi, a seguito della diffusione di ChatGPT, il software che simula le conversazioni umane, e delle preoccupazioni che ne sono seguite, ha subìto un’accelerazione. La proposta prevede innanzitutto l’analisi e la classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale in base al rischio che rappresentano per gli utenti. Tra gli ambiti più a rischio sono stati indicati quelli dell’occupazione, dei servizi pubblici e più in generale delle attività legate ai diritti dei singoli cittadini. La priorità del Parlamento è garantire che i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nell’UE siano sicuri, trasparenti, tracciabili, non discriminatori e rispettosi dell’ambiente. Si desidera che l’IA sia supervisionata da esseri umani anziché da processi automatizzati, al fine di evitare conseguenze dannose.
Compito non facile, viste le posizioni antitetiche tra analisti, politici e osservatori che chiedono regole rigide e vincolanti per tutelare i diritti delle persone e della società, da una parte, e dall’altra quanti, tra i responsabili delle aziende che sviluppano le AI, sostengono la necessità di non ostacolare la crescita e la ricerca nel settore, di cui tutti riconoscono le potenzialità.
L’AI offre infatti numerosi vantaggi, ad esempio una migliore assistenza sanitaria, trasporti più sicuri e puliti, una produzione più efficiente e un'energia più conveniente e sostenibile. Inevitabile quindi che la strategia digitale UE intenda regolamentare l'intelligenza artificiale al fine di garantire le condizioni migliori per lo sviluppo e l'uso di questa tecnologia.
VITA! La mente potenziata e Intelligenza artificiale
RSI Programmi 31.05.2023, 16:41
Tra i rischi considerati inaccettabili dal Parlamento europeo vi sono quelli che rappresentano una minaccia per le persone:
- la manipolazione comportamentale di persone o gruppi vulnerabili, ad esempio tramite giocattoli vocali che incoraggiano comportamenti pericolosi nei bambini
- la classificazione sociale delle persone in base al comportamento, al livello socio-economico o alle caratteristiche personali
- i sistemi di identificazione biometrica in tempo reale e a distanza, come il riconoscimento facciale.Alcune eccezioni potrebbero tuttavia essere ammesse. Quanto all’ IA generativa, come ChatGPT, essa dovrà rispettare requisiti di trasparenza:
- rivelare che il contenuto è stato generato da un'intelligenza artificiale
- progettare il modello in modo da impedire la generazione di contenuti illegali
- rendere noti i dati coperti da diritti d'autore utilizzati per l'addestramento.
A breve inizieranno i negoziati per la stesura finale della legge. L’obiettivo è raggiungere un accordo entro la fine di quest'anno.
Sviluppi, opportunità e sfide, dunque, dovranno essere ben vagliate e soppesate. E pensate con intelligenza: attività che per ora resta prerogativa dell’uomo, visto che le macchine possono sì agire in modo intelligente, ma non pensare in modo intelligente, come spiega diffusamente il filosofo Luciano Floridi – docente di Filosofia e Etica dell’Informazione a Oxford, che da tempo indaga la società dell'informazione e il nostro rapporto con la tecnologia – in Etica dell'intelligenza artificiale. Sviluppi, opportunità, sfide (Raffaello Cortina, 2022).




