Diario

Liberi di non aver paura

Quando impari a guardare in faccia ciò che temi, non sparisce la paura: cambia il modo in cui ci convivi

  • 2 ore fa
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Il Coraggio

La Cavia 02.03.2026, 20:35

Di: Valerio Thoeni 

Sono in val Lavizzara, appeso a una parete di roccia a diversi metri da terra, terrorizzato all’idea di guardare giù, maledendo il giorno in cui mi è venuto in mente di fare questa puntata incentrata sul coraggio. Una di quelle parole che accende subito l’immaginazione con scene d’azione. Il pompiere che si lancia nell’edificio in fiamme per salvare qualcuno, la madre che fa da scudo al figlio per proteggerlo da un pericolo, il soldato che si getta sulla granata per proteggere i compagni; le classiche scene da cinema d’azione. Ma anche in questi cliché, pensandoci un attimo, è chiaro che per far sì che vi sia il coraggio ci dev’essere anche la paura. Senza la paura il coraggio spesso diventa incoscienza.

Ed eccoci qui! Mia moglie ed io ad affrontare le nostre più grandi paure: per Veronica quella dei ragni, per me le vertigini.

E per vincere una paura la soluzione è semplicissima: bisogna esporsi a quello che percepiamo come un pericolo. Quindi io mi sono lanciato nell’arrampicata e mia moglie ha accettato di incontrare i fagottini pelosi a otto zampe che popolano i suoi incubi.

La speranza era quella che nella ripetizione, nel tornare regolarmente di fronte a ciò che ci terrorizza, piano piano ci rendessimo conto che non succede niente, che siamo in controllo, che possiamo smettere di avere paura.

Ma non credo sia così, non è che smetti di avere paura. Credo sia più giusto dire che cambia il tuo rapporto con la paura. La conosci un po’ di più, gli scenari diventano meno catastrofisti e più legati all’esperienza diretta, al nostro continuo tornare alla fonte del panico e alla realizzazione che, alla fine, non succede niente.

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