Il riso, oggi spesso relegato a mero intrattenimento o, peggio, a strumento di derisione, aveva un significato ben più profondo nel mondo antico. Come emerge dalla conversazione con il professor Tommaso Braccini, docente di Filologia greca e latina all’Università di Siena, gli antichi non solo prendevano il riso «molto sul serio», ma lo consideravano un vero e proprio «strumento filosofico oltre che sociale».

Come ridevano gli antichi?
Alphaville 25.03.2026, 11:05
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Questa prospettiva ci invita a riflettere sulla nostra concezione del riso. Lontano dall’essere una semplice reazione emotiva, per i Greci e i Romani il riso era un mezzo per indagare la realtà, per mettere in discussione le sovrastrutture e i luoghi comuni. Figure come Democrito, il filosofo atomista, ne sono un esempio lampante. Egli «inizia a ridere a ruota libera di tutto, anche delle cose apparentemente più serie», non per follia, ma perché «vede l’assurdità delle azioni umane: preoccupazioni, fissazioni che governavano all’epoca ma che per tanti versi governano ancora oggi le nostre vite». Questa capacità di ridere delle assurdità della vita, di fronte alle preoccupazioni che ci affliggono, è una lezione di saggezza che risuona potente ancora oggi.
Un altro aspetto sorprendente è la libertà con cui gli antichi si approcciavano al riso. A differenza della nostra sensibilità moderna, che spesso si preoccupa di non offendere o ledere, gli antichi «non avevano di queste preclusioni e non avevano come dire pietà per nessuno». Stranieri, malati, nessuno si sottraeva «allo sberleffo e alla risata». Questa assenza di filtri, se da un lato può apparire brutale, dall’altro rivela una società in cui il riso era un potente strumento di critica sociale, capace di smascherare le ipocrisie e le debolezze umane. La satira, in particolare, non era «una presa in giro fine a se stessa ma serve appunto a portarci un pochino più avanti nell’apertura degli occhi e nella strada se vogliamo anche dell’etica».
Nell’antica Grecia, il riso era una «partecipazione corale della città», un momento di condivisione e di riflessione collettiva. A Roma il riso trovava spazio persino in tribunale, dove oratori come Cicerone lo utilizzavano «per smontare le arringhe dell’avversario, per portare dalla propria parte i giurati». Questo ci mostra come il riso non fosse solo un fenomeno privato, ma un elemento attivo e strategico nella costruzione del consenso e nella dialettica sociale.
In un’epoca in cui il riso è spesso superficiale o polarizzante, riscoprire la profondità e la complessità del riso antico può offrirci nuove prospettive. Forse, imparare a ridere con maggiore consapevolezza, a usare il riso come strumento di analisi e di critica, e a non temere di affrontare con leggerezza anche le questioni più serie, potrebbe aiutarci a vivere meglio, come soggerisce il professor Braccini, autore de I Greci, i Romani e… il riso edito da Carocci nel 2022 e Classico attuale. L’antico nella cultura temporanea, edito da Carocci.

