Riportare i bambini a contatto con la natura è fondamentale se si vogliono educare giovani adulti che sanno prendersi cura di ciò che sta alla base della vita: la Terra.
Questo è uno degli obbiettivi del progetto “Giardinieri in erba”, promosso da Bioterra, che offre percorsi scolastici ed extra-scolastici legati all’orticoltura e alla biodiversità, sensibilizzando i bambini al rispetto della natura.
Ce ne parlano Stephanie Rauer, coordinatrice di Bioterra per la Svizzera italiana, e Nora Buletti, che gestisce a Sorengo il percorso delle patate per la classe di quarta elementare.
Bioterra è un’organizzazione non profit svizzera che conta più di 16’000 membri. Promuove giardini biologici e naturali e responsabilizza la popolazione nella cura degli spazi verdi, con un approccio sostenibile e biodiverso.
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Controcorrente 02.04.2026, 11:47
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«Le patate hanno un aspetto magico e giocoso, dalla coltivazione alla raccolta»
Tra i programmi di Giardinieri in Erba ce ne sono di dedicati alle patate, ai legumi e alla biodiversità. Quello delle patate è il principale e coinvolge al momento 16 sedi in Ticino. Si svolge su sette incontri in cui si impara a preparare il suolo, a piantare e gestire le piantine e ad osservare l’ecosistema. Infine, dopo averle raccolte, si organizza la “Festa delle patate” in cui i bambini le cucinano in modi diversi.
«È come una caccia al tesoro ed è sempre una meraviglia per i bambini raccoglierle. In più scoprono, magari per la prima volta, che ci sono patate di tanti colori, diversi da quelli che troviamo in supermercato», racconta Stephanie Rauer, aggiungendo che adattare questo programma dalla Svizzera tedesca, dove funziona già molto bene, al Ticino, è stata una sfida per la diversa situazione meteorologica e per le vacanze scolastiche che iniziano prima.
I bambini coltivano diverse varietà di patate, come quelle di ProSpecieRara. Imparano le varie tecniche di agricoltura biologica e rigenerativa, come la pacciamatura: in questo caso è con la lana di pecora.
Un approccio di co-creazione
Quella del gioco è una dimensione fondamentale per questi corsi, perché permette uno scambio più equo tra chi impara e chi insegna, e consente di trasmettere la conoscenza senza dover spiegare eccessivamente aspetti più tecnici.
Come nel gioco delle differenze, dove i bambini all’inizio del corso devono notare cosa cambia tra le aiuole con o senza pacciamatura, tra le diverse varietà di patate oppure capire cosa è cambiato dall’ultima volta che hanno visto l’orto.
«Ed è bello anche perché ci toglie la pressione di dover insegnare tutto. Noi prepariamo lo spazio dove l’apprendimento può accadere», racconta Rauer «Un po’ come con le semine: noi seminiamo e poi lasciamo la natura fare il suo corso».
Portiamo l’idea della permacultura in cui il gruppo collabora su tutto, anche sulla conoscenza. Spesso inizio il corso partendo da quello che si aspettano o osservano i bambini.
Nora Buletti
Dalle aule alla terra, un percorso di scoperta
Il giorno del corso si nota subito l’entusiasmo della classe: non hanno paura di sporcarsi le mani con la terra o di toccare i lombrichi, i ragni o altri insetti. Si confrontano sulle loro aiuole, sull’evoluzione delle loro piantine e su come procedere per farle crescere al meglio.
Nora Buletti racconta infatti con entusiasmo di come sono cambiati dall’inizio del percorso: «È impressionante notare la loro evoluzione: la prima volta erano schifati dal toccare la terra, era la classe più difficile».
Stephanie aggiunge che l’età è un fattore che incide sui limiti del contatto con la natura: «Più entrano nella loro testa - con l’evoluzione, con la scuola - più lontano sono dal voler toccare e scoprire. Con i bambini più piccoli si nota come il contatto con la terra sia qualcosa di innato; ce l’abbiamo tutti dentro, basta solo riscoprirlo, in realtà».
I bambini possono decidere quali fiori e piante seminare nell’aiuola
Con Giardinieri in Erba, Bioterra ha raggiunto più di 500 bambini in Ticino tra i 6 e gli 11 anni.
Gli orti didattici sono dunque un modo per riscoprire la natura e conoscerla meglio, con i suoi tempi, i suoi dettagli e le sue relazioni.
Nora è convinta che «Uno degli obbiettivi del programma è educare alla lentezza. I bambini sono meno abituati ad accettare che le cose arrivano anche con tempi inaspettati e diversi, forse anche più lenti. Osservare la natura è un esercizio prezioso in questo senso».
Stephanie aggiunge invece come questi corsi siano un modo per capire come relazionarsi sia tra le persone sia con la natura: «La Terra non è una matrice che produce solo quello che serve a noi. È importante osservare qual è la relazione tra la terra e le piante, e capire in che maniera noi possiamo curare la terra in modo che la terra curi noi».
Nora Buletti e Stephanie Rauer

