Il tonno in scatola è un alleato nelle nostre dispense: semplice da includere nei piatti e versatile, rappresenta spesso una soluzione rapida per un pasto.
Questo alimento è però oggetto di preoccupazioni riguardo la sua contaminazione da mercurio. Bisogna aver paura? La risposta breve è no, ma serve consapevolezza: il tonno contiene mercurio, ma consumato con moderazione e varietà rimane un alimento sicuro e nutriente.
Il mercurio nel tonno: un problema ambientale
Il mercurio è un metallo pesante presente naturalmente nell’ambiente, ma la sua concentrazione negli oceani è aumentata significativamente a causa delle attività umane, come le emissioni industriali e la combustione di combustibili fossili. Una volta nell’acqua, i batteri lo trasformano in metilmercurio, una forma altamente tossica. Si accumula nella catena alimentare marina, in particolare nei grandi predatori marini (come il tonno o il pesce spada) che vivono più a lungo e si nutrono di molti altri pesci.
L’esposizione prolungata o a dosi elevate può causare danni allo sviluppo del feto e altri effetti al sistema nervoso centrale e periferico. Sono particolarmente a rischio le donne in gravidanza e in allattamento e i bambini piccoli.
Limiti di legge e raccomandazioni: cosa dicono le autorità?
Per tutelare la salute dei consumatori, le normative europee stabiliscono limiti massimi per la presenza di mercurio negli alimenti. Il limite è fissato a 1 mg di metilmercurio per chilogrammo di prodotto fresco per il tonno. Per la maggior parte degli altri pesci il limite è più basso: 0,3 mg/kg.
Ma cosa significa questo per il nostro consumo quotidiano? Le raccomandazioni generali suggeriscono un approccio prudente e vario:
Adulti sani: un consumo di 2-3 scatolette standard (circa 60-80 g sgocciolati) di tonnetto striato a settimana è generalmente considerato un limite prudenziale.
Donne in gravidanza, in allattamento e bambini: per queste categorie è consigliabile ridurre ulteriormente il consumo di pesci di grandi dimensioni e prediligere specie con basso contenuto di mercurio.
In generale l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) invita a mangiare pesce perché i suoi nutrienti sono importanti nella fase della crescita e in età adulta. Come per molte altre cose che riguardano l’alimentazione, la questione di fondo è trovare un equilibrio tollerabile tra i rischi e i benefici portati dal consumo di un certo alimento.
Cosa rivelano i test sul tonno in scatola
Diverse indagini e test condotti da enti di ricerca e associazioni di consumatori hanno cercato di quantificare la presenza di mercurio nel tonno in scatola. I risultati dipendono da vari fattori, inclusa la specie di tonno, la provenienza e le metodologie di analisi.
I risultati rassicuranti in Svizzera
In seguito a questa inchiesta, le trasmissioni RTS On en parle e A Bon Entendeur anno condotto un’indagine specifica sul mercato elvetico.
Le analisi di laboratorio su 55 campioni di tonno in scatola acquistati presso Migros, Coop, Lidl, Aldi, Denner e Manor hanno confermato la presenza di mercurio in ogni campione. Tuttavia, tutti i livelli rilevati sono risultati inferiori al limite legale svizzero di 1 mg/kg per il tonno, con concentrazioni massime di 0,5 mg/kg e minime di 0,02 mg/kg. La chimica cantonale vallesana Linda Bapst, intervistata ai microfononi RTS di On en parle il 19 novembre 2024, ha definito questi risultati “piuttosto rassicuranti” rispetto all’inchiesta europea.
Gli studi scientifici evidenziano la necessità di una riduzione molto più significativa delle emissioni globali di mercurio per osservare una diminuzione delle concentrazioni negli oceani nei prossimi 10-25 anni, e ancora più tempo per vedere un impatto sulla carne dei pesci predatori.
Che pesci pigliamo?
Falò 14.12.2023, 21:20
Latta o vetro? Cosa cambia
Per quanto riguarda la contaminazione da mercurio, non ci sono differenze significative tra i due tipi di imballaggio. Il metilmercurio si accumula nella carne del pesce mentre vive nell’oceano, non è un contaminante che migra dal contenitore al cibo.
Consigli per un consumo consapevole
Ogni alimento che consumiamo comporta potenzialmente dei rischi, ma si tratta di conoscerli, valutarli e bilanciarli con i benefici. Il tonno è una fonte preziosa di nutrienti; l’obiettivo non è eliminarlo dalla dieta, ma imparare a consumarlo in modo consapevole e informato.
Variare le specie: non limitarti al solo tonno. Includi nella tua dieta altri pesci ricchi di Omega-3 ma con un basso contenuto di mercurio, come sardine, alici, sgombri e salmone.
Leggere l’etichetta: controlla sempre la specie di tonno indicata. Il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis) è generalmente considerato l’opzione con minor contenuto di mercurio rispetto al tonno bianco (alalunga) o al tonno pinna gialla (Thunnus albacares).
Moderazione: segui le raccomandazioni di consumo, specialmente se rientri nelle categorie più vulnerabili.
Equilibrio: ricorda che i benefici del consumo di pesce, in termini di nutrienti essenziali, superano di gran lunga i rischi legati al mercurio, a patto di fare scelte informate e moderate.
