Territorio e tradizioni

Tortelli di San Giuseppe, una tradizione che resiste

Un tempo questi dolci rompevano le privazioni della Quaresima. Oggi animano sagre e feste di paese in tutta la regione

  • 2 ore fa
I tortelli di San Giuseppe a Vacallo

I tortelli di San Giuseppe a Vacallo

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Di: Patrizia Rennis 

Ogni 19 marzo le piazze e le case di molti comuni della Svizzera italiana si riempiono di un delizioso profumo: quello dei tortelli di San Giuseppe. Questa specialità ha origini antiche e racconta di tradizioni e riti culinari che arrivano dal passato.

Si è parlato di tortelli di San Giuseppe nella puntata di Casa svizzera del 19 marzo 2026.

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San Giuseppe, le tradizioni del Santo della primavera

RSI Archivi 22.03.1974, 14:50

Un dolce strappo alle regole

La ricetta dei turtéi da San Giüsèpp è piuttosto semplice: un impasto a base di farina, uova e zucchero viene suddiviso in pezzetti, fritto nell’olio, o nello strutto, e poi ricoperto di zucchero. Soprattutto in passato, nei giorni precedenti al 19 marzo i tortelli venivano preparati praticamente in ogni casa. Questi dolci rappresentavano una leccornia che rompeva le privazioni della Quaresima e il loro consumo sottolineava l’atmosfera di festa.

Esistono varie versioni e forme dei tortelli di San Giuseppe: possono anche essere ripieni di crema o di marmellata oppure di un composto di pane, latte, uvette.

Frittura perfetta
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La festività di San Giuseppe era l’occasione per usare lo strutto, prodotto dalla mazza invernale, e le uova, che con il termine dell’inverno tornavano ad essere abbondanti, ma che durante la Quaresima non potevano essere consumate

Quando i tortelli li portava San Giuseppe in persona

Fino agli anni ’50 circa, c’era l’usanza di raccontare ai bambini che i tortelli li portasse proprio San Giuseppe in prima persona. Secondo la tradizione, i piccoli venivano mandati fuori casa a gridare rivolti al cielo “San Giüsèpp büta gió i tortéi”. Quando rientravano, trovavano i tortelli e i genitori spiegavano loro che il Santo li aveva buttati attraverso la cappa del camino.

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I tortelli di San Giuseppe

RSI Food 19.03.2025, 11:00

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Falò e tortelli con la panna

In passato, nella Svizzera italiana, era piuttosto diffusa tra i giovani l’usanza delle questue. Queste “collette” consistevano nel passare di casa in casa per raccogliere viveri e, talvolta, anche legna destinata al falò di San Giuseppe. In quell’occasione, ai ragazzi venivano spesso offerti dei tortelli. Al termine del giro, si accendeva il falò e ci si ritrovava a gustare i tortelli accompagnati dalla panna montata.

I falò, al termine dell’inverno, un tempo erano scrutati dai contadini: in base al tipo di fiamme, traevano auspici per il futuro andamento della stagione agricola.

Le sagre nella Svizzera italiana

Con il tempo i tortelli si sono diffusi come specialità da gustare in collettività, durante le sagre organizzate per il 19 marzo con le celebrazioni religiose.

La tradizione dei tortelli per San Giuseppe ancora oggi viene portata avanti con grande successo in molti comuni del nostro territorio, dando vita a svariate sagre caratteristiche. Alcune tra le più note sono quelle di Ligornetto, Solduno, Brissago, Vacallo. Spesso ad occuparsi della preparazione di questi dolcetti sono i volontari di associazioni e la distribuzione alla popolazione è un’occasione per raccogliere fondi a scopo benefico e sociale.

Un tempo queste sagre erano l’ultima occasione di ritrovo tra amici e parenti prima che molti partissero all’estero per lavoro. 

Vacallo e i tortelli di San Giuseppe

Vacallo e i tortelli di San Giuseppe

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VIDEO: LA PREPARAZIONE DEI TORTELLI DI SAN GIUSEPPE

RSI Info 19.03.2015, 15:17

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I tortelli di San Giuseppe preparati a Vacallo

Festa di San Giuseppe

RSI RSI Food 18.03.2025, 09:05

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  • Serotonina, Rosy Nervi

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