Ambiente

Com’è cambiata la biodiversità degli insetti in Svizzera 

L’analisi di quasi un secolo di dati svela il destino di farfalle e coleotteri. Tra allarmi e speranze, scopriamo com’è cambiato il micromondo che ci circonda

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La farfalla diurna Lycaena virgaureae, il cui bruco è specializzato nell’acetosa, è scomparsa sull’Altopiano

La farfalla diurna Lycaena virgaureae, il cui bruco è specializzato nell’acetosa, è scomparsa sull’Altopiano

  • Felix Neff
Di: Il giardino di Albert / Christian Bernasconi 

Per la prima volta, un gruppo di ricerca svizzero è riuscito a ricostruire l’andamento della biodiversità degli insetti in Svizzera su un periodo di 90 anni. Il risultato fornisce una preziosa fotografia dei cambiamenti avvenuti a livello entomologico: a partire dalla metà del XX secolo, le specie di farfalle diurne e di coleotteri legati al legno morto hanno subito una marcata diminuzione, in particolare negli ambienti agricoli e forestali più intensamente sfruttati.

Lo studio, condotto da Agroscope in collaborazione con l’Istituto di ricerca WSL, e pubblicato sulla rivista specializzata Nature Ecology and Evolution, rientra nel progetto di ricerca INSECT, dedicato ai cambiamenti dell’entomofauna svizzera.

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Le città e gli insetti impollinatori

Alphaville 01.06.2026, 11:05

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  • Francesca Rodesino

Farfalle in crisi, coleotteri in lenta ripresa

L’analisi, basata su un’imponente mole di dati relativi a 811 specie di farfalle diurne e coleotteri saproxilici (legati al legno morto) raccolti tra il 1930 e il 2021 e custoditi negli archivi di Info fauna, il Centro nazionale di dati e informazioni sulla fauna svizzera, rivela andamenti complessi e a tratti divergenti.

Le farfalle diurne, indicatori sensibili della salute ambientale, hanno subito un declino costante fino agli anni Ottanta e, ancora oggi, si trovano ben al di sotto dei livelli storici, con una riduzione media del 12%. Questo fenomeno è particolarmente marcato nell’Altopiano e nelle Prealpi settentrionali, regioni dove l’agricoltura intensiva e l’urbanizzazione hanno ridisegnato profondamente il paesaggio, sottraendo habitat vitali ai Lepidotteri.

Per i coleotteri del legno morto, invece, la storia è leggermente diversa. Dopo una diminuzione fino al 1960, il numero medio di specie si è stabilizzato per poi mostrare una ripresa, raggiungendo valori simili a quelli del 1930, soprattutto a partire dagli anni 2000.

Variazioni nel numero di specie di coleotteri del legno morto e di farfalle diurne tra il 1930 e il 2021.

Variazioni nel numero di specie di coleotteri del legno morto e di farfalle diurne tra il 1930 e il 2021.

  • Neff et al., Nature Ecology and Evolution

Farfalle diurne e coleotteri del legno morto sono indicatori ecologici particolarmente utili. Le farfalle prosperano in ambienti aperti, soleggiati e ricchi di fiori, mentre i coleotteri saproxilici necessitano di alberi maturi e abbondante legno morto. La scomparsa di questi elementi non solo minaccia le singole specie, ma compromette interi ecosistemi. Gli insetti più specializzati, che dipendono da habitat e risorse alimentari molto specifici, sono i più vulnerabili, e anche piccole alterazioni possono causare cali significativi nelle loro popolazioni, riducendo le loro possibilità di alimentazione, riproduzione e dispersione.

L’impronta umana: agricoltura, foreste e cambiamento climatico

Il periodo più critico coincide con la forte meccanizzazione dell’agricoltura tra gli anni Cinquanta e Ottanta. In quel periodo il mosaico del paesaggio rurale si è progressivamente semplificato, diventando meno favorevole per gli insetti. Prati ricchi di specie, margini, siepi e piccole strutture naturali hanno lasciato spazio a superfici più uniformi, accompagnate da un uso più intenso di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Per molte farfalle diurne questo ha significato la perdita di habitat essenziali.

Anche le foreste hanno risentito di una gestione orientata per lungo tempo soprattutto alla produzione di legname. Il taglio di boschi maturi e la rimozione del legno morto hanno impoverito l’habitat di numerosi coleotteri. Le specie di dimensioni maggiori, che dipendono da grandi tronchi in decomposizione, risultano ancora oggi tra le più vulnerabili.

Il cambiamento climatico ha avuto invece un effetto opposto: l’aumento delle temperature favorisce molte specie amanti del caldo, che dagli anni Ottanta hanno potuto espandersi notevolmente. Tra queste, diversi coleotteri, come il cervo volante, hanno beneficiato delle temperature più elevate. Inoltre, eventi climatici estremi come le tempeste Vivian (1990) e Lothar (1999), generando grandi quantità di legno morto, hanno offerto nuove opportunità a queste specie.

Segnali di speranza

I ricercatori osservano comunque alcuni segnali incoraggianti. Dalla fine del secolo scorso, le misure di tutela ambientale adottate in ambito forestale e agricolo sembrano aver favorito una ripresa di parte delle specie, soprattutto nei boschi. Aree per la promozione della biodiversità, isole di senescenza, maggiore presenza di legno morto e programmi agroambientali mostrano che gli interventi di conservazione possono produrre effetti concreti. Il quadro, però, resta fragile: molte specie specializzate, in particolare tra le farfalle diurne, continuano a diminuire.

È un dato che conferma quanto gli insetti siano centrali per il funzionamento degli ecosistemi, dall’impollinazione alle catene alimentari, e quanto la loro protezione resti una priorità scientifica e ambientale.

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